Per il sedicesimo anno consecutivo, Brescia registra un saldo demografico negativo, confermando un trend in corso dal 2010. La città vive una fase di progressivo declino delle nascite, che si discosta nettamente dai numeri del 2008, quando i nuovi nati superavano quota mille al mese.
Il quadro demografico attuale
Nei primi dieci mesi del 2024, Brescia ha visto nascere 6.801 bambini, in calo rispetto ai 7.114 dello stesso periodo del 2023. I dati Istat mostrano un continuo arretramento: a ottobre, le nascite sono scese da 3.032 a 2.975, con una proiezione che suggerisce un totale annuo inferiore a 8.300 nuovi nati.
Nel 2023, i neonati erano stati poco più di 8.600, segnando già un netto calo rispetto al passato. Se questa tendenza continua, Brescia potrebbe perdere in un anno l’equivalente di un piccolo comune come Manerba o Trenzano.
Le cause del declino demografico
Tra i fattori principali che alimentano il calo delle nascite vi sono le difficoltà economiche, i cambiamenti sociali e l’aumento dei divorzi. Secondo i dati locali, negli ultimi dieci anni i divorzi a Brescia sono aumentati di 22.000 unità. Considerando che la popolazione complessiva è rimasta pressoché stabile (+1,46% in dieci anni), l’impatto sui nuovi nuclei familiari e sulle nascite è significativo.
In media, le famiglie bresciane sono composte da 2,28 persone, un dato che riflette chiaramente la tendenza a nuclei più piccoli e con meno figli.
Il contesto nazionale
Brescia non è un caso isolato. A livello nazionale, l’Italia ha registrato solo 379.000 nascite nel 2023, un nuovo record negativo. Il tasso di fertilità medio per donna è crollato da 2,70 nel 1964 a 1,20 nel 2023. Il divario tra Nord, Centro e Sud si è ormai assottigliato:
- Nord: 1,21 figli per donna
- Centro: 1,12 figli per donna
- Sud e Isole: 1,24 figli per donna
Rispetto a sessant’anni fa, il Mezzogiorno ha perso il primato di area più prolifica, dove nel 1964 si registrava una media di 3,30 figli per donna.
Prospettive future
Le proiezioni per il 2024 indicano 8.000 nati in meno rispetto al 2023, confermando un altro record negativo. Secondo Francesco Chelli, presidente di Istat, “il 2024 segnerà ancora una volta un minimo storico per le nascite in Italia.”
Di fronte a questa situazione, la famiglia non appare più il nucleo centrale della società come in passato. L’inversione di tendenza richiederà un cambiamento culturale e politiche mirate a incentivare la natalità e il supporto alle giovani famiglie.
Conclusioni
Brescia si trova ad affrontare una sfida demografica che riflette una crisi più ampia a livello nazionale. Senza interventi concreti, l’inverno demografico rischia di compromettere la crescita futura del territorio, influenzando non solo la composizione sociale ma anche il tessuto economico e culturale della città.
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