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Pfas nell’acqua dei pozzi: la crescente preoccupazione del comitato cittadino di Capriolo

La crescente preoccupazione per i Pfas presenti nei pozzi di Capriolo porta alla formazione di un comitato cittadino determinato a proteggere la salute

Il problema dell’inquinamento da Pfas nell’acqua dei pozzi sta diventando sempre più urgente a Capriolo, dove un comitato cittadino per l’acqua e la salute ha iniziato a mobilitare la comunità. Con oltre 200 cittadini partecipanti a un’assemblea pubblica, tenutasi dopo la pubblicazione dei dati sulla rete idrica, è chiaro che la situazione è motivo di grande apprensione. Questo comitato nascente è guidato dalla preoccupazione per i livelli elevati di Pfas, sostanze chimiche altamente nocive per il corpo umano, che sono stati rilevati in determinati periodi dell’anno nell’acqua potabile.

Il comitato cittadino ha annunciato ufficialmente il suo impegno in una serata all’oratorio, con una partecipazione di circa 200 cittadini il 12 gennaio. Questo evento è stato supportato da importanti figure come i ricercatori del CNR Istituto di ricerca sulle acque, Greenpeace Italia, le “Mamme No Pfas” di Vicenza, un medico del lavoro e un giurista ambientale. Ivana Fabris, portavoce del comitato, ha affermato: “Abbiamo dedicato mesi a studiare documenti e dati, abbiamo consultato specialisti e, alla fine, abbiamo costituito un gruppo di riferimento per tutti i cittadini del paese“.

Il rapporto di Greenpeace

L’iniziativa del comitato è stata ispirata dall’indagine condotta da Greenpeace sulle acque potabili in Lombardia. In particolare, i livelli pericolosi di sostanze chimiche per la salute a Capriolo sono stati rilevati nel punto di prelievo denominato “pozzo calepio”, dove i livelli di Pfas hanno raggiunto 108,8 nanogrammi per litro. È importante notare che, sebbene la direttiva europea del 2020 stabilisca un limite cautelativo per la salute umana di 100 nanogrammi per litro, questa normativa non è ancora stata recepita in Italia.

Ulteriori informazioni da Acque Bresciane sembrano indicare che i livelli d’inquinamento siano all’interno dei limiti di legge. Il sindaco di Capriolo, Luigi Vezzoli, ha dichiarato: “Nessuno sta avvelenando nessuno; le autorità preposte stanno monitorando attentamente i livelli d’inquinamento nell’acqua, sia qui che in tutto il territorio nazionale. La presenza di Pfas è un problema che riguarda tutti“.

La richiesta di indagini più approfondite

Tuttavia, gli attivisti di Capriolo sono convinti che il problema non debba essere sottovalutato. Ivana Fabris ha sottolineato: “Non vogliamo accusare nessuno, ma chiediamo un maggiore controllo. Il fatto che i livelli di Pfas siano nei limiti di legge non significa che siano innocui. Chiediamo alle istituzioni di condurre ulteriori indagini per identificare le fonti di inquinamento, ad esempio, attraverso prelievi volontari dai concittadini per analizzare la presenza di Pfas nel sangue. Questo ci permetterà di comprendere meglio la situazione e adottare le misure necessarie per proteggere la nostra salute“.

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