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Un’onda di rapine agli sportelli bancomat: arrestato un uomo

Il colpevole, un uomo di 30 anni di origini rumene, noto solo per le sue iniziali I.R., è stato arrestato grazie alla collaborazione tra la polizia e i carabinieri

Tra l’estate e l’autunno del 2023, una serie di audaci rapine hanno turbato la tranquillità di cittadini, soprattutto anziani, intenti a prelevare denaro dagli sportelli automatici di Unicredit, dislocati nella città e nella sua provincia. Questi atti criminosi sono stati perpetrati con una precisione quasi seriale, evidenziando la spregiudicatezza e la determinazione del loro autore.

Dopo un’attenta investigazione, che ha incluso l’analisi delle registrazioni video degli istituti di credito coinvolti, gli inquirenti sono riusciti a identificare l’autore di queste audaci azioni. Il colpevole, un uomo di 30 anni di origini rumene, noto solo per le sue iniziali I.R., è stato arrestato grazie alla collaborazione tra la polizia e i Carabinieri, culminata in un’operazione a Riccione. Un dettaglio distintivo, un tatuaggio vistoso sull’avambraccio, è stato fondamentale per la sua identificazione, essendo stato riconosciuto da tutte le vittime degli assalti.

Il modus operandi dell’individuo era caratterizzato da una metodica osservazione dei dintorni degli sportelli automatici, alla ricerca della vittima ideale, spesso anziani indifesi. Utilizzando una scusa per avvicinarsi, si frapponeva tra la vittima e lo schermo del bancomat nel momento cruciale del prelievo, riuscendo così a sottrarre somme considerevoli, generalmente superiori ai 1000 euro. La sua azione non si limitava alla mera rapina: in alcuni casi, non esitava a usare la forza contro chi tentava di resistere, come dimostrato da episodi avvenuti in via Triumplina e via Genova. L’importo totale dei contanti illecitamente ottenuti supera i 7500 euro.

Senza un lavoro e senza una residenza fissa, per il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip), il trentenne ha fatto della rapina un vero e proprio stile di vita, basato sull’aggressione sistematica al patrimonio altrui per sopravvivere. Esiste un rischio reale e concreto che, se non fosse stato fermato, avrebbe continuato a commettere crimini simili. Di conseguenza, è stato deciso di sottoporlo a custodia cautelare in carcere, una misura vista come necessaria per prevenire ulteriori atti delittuosi.

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