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Verso una cittadinanza inclusiva: l’impegno di Brescia nell’educazione

Il progetto per l'accoglienza 2023-24 prevede un investimento di 160.000 euro

In un contesto dove la diversità culturale arricchisce il tessuto sociale, la città di Brescia si distingue per il suo impegno proattivo nell’inclusione degli alunni di origine straniera nelle sue istituzioni scolastiche. Con il progetto “Dall’accoglienza alla cittadinanza”, lanciato in occasione del suo decimo anniversario, il Comune di Brescia rafforza il proprio impegno verso l’integrazione, sottolineando l’importanza di iniziare questo processo fin dall’infanzia. L’iniziativa, presentata dalla sindaca Laura Castelletti insieme all’assessora all’Istruzione Anna Frattini e alla responsabile di settore Monica Terlenghi, mira a trasformare l’emergenza in un’opportunità di inclusione e crescita condivisa.

Le statistiche rivelano che, su un totale di 12.000 studenti, 4.500, pari al 37%, appartengono alla prima e seconda generazione di alunni di origine straniera, concentrati principalmente nei Comprensivi Ovest, Sud e Centro di Brescia. Questa realtà evidenzia la necessità di interventi mirati che vadano oltre la semplice accoglienza, per promuovere un’autentica integrazione. Il riferimento ai vari istituti, tra cui Volta, Divisione Acqui e Romanino, sottolinea l’impegno dell’amministrazione nel mettere la scuola al centro delle politiche di inclusione, come dimostra il progetto di rivitalizzazione nel quartiere don Bosco, dove due nuove scuole diventeranno il fulcro di un ampio programma di sviluppo comunitario.

Il progetto per l’accoglienza 2023-24 prevede un investimento di 160.000 euro, destinati a sostenere le scuole nella realizzazione di iniziative autonome, basate sulle esigenze specifiche degli alunni non italiani. Questo finanziamento, di cui il 50% è erogato immediatamente e il resto a fine anno previa rendicontazione, dimostra l’importanza di risorse flessibili che possano adattarsi alle diverse realtà scolastiche. La collaborazione con il Fondo nazionale per le politiche sociali evidenzia un modello di finanziamento condiviso, essenziale per garantire la continuità e l’efficacia delle azioni di inclusione.

Il vasto spettro di iniziative promosse dal Comune di Brescia comprende corsi di alfabetizzazione, politiche per l’inserimento degli italiani in contesti specifici, laboratori, attività di orientamento e progetti contro la dispersione scolastica. Queste azioni, insieme all’acquisto di materiali didattici e all’organizzazione di incontri per i genitori, mirano a creare un ambiente educativo inclusivo e stimolante. Un focus particolare è posto sulle famiglie pakistane, incoraggiate a inserire i propri figli nelle scuole d’infanzia, facilitando così il loro percorso educativo e l’apprendimento della lingua italiana.

La decisione di Brescia di investire nell’educazione come strumento di inclusione rappresenta un modello virtuoso di coesione sociale. Lontano dalla proposta di creare classi separate per studenti stranieri, il Comune enfatizza la necessità di lavorare insieme per costruire una comunità integrata, dove l’educazione gioca un ruolo cruciale. Questo approccio, che vede le scuole come luoghi di incontro e di scambio culturale, non solo promuove l’integrazione ma rafforza anche il senso di appartenenza e di cittadinanza attiva tra tutti gli studenti.

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