La sfida di Montecampione: una corsa per salvare gli impianti sciistici

Con il rischio di perdere fondi regionali, il comune di Artogne si prepara a una decisiva asta fallimentare per acquisire le seggiovie.

La situazione degli impianti sciistici di Montecampione si complica. Barbara Bonicelli, sindaca di Artogne, ha risposto recentemente alle preoccupazioni espresse dai gruppi di minoranza riguardanti il Patto territoriale e il finanziamento regionale destinato allo sviluppo turistico dell’area. Una delle questioni più urgenti è l’imminente asta delle seggiovie: una mossa cruciale per non perdere i fondi allocati dalla Regione nel 2022.

L’acquisizione delle seggiovie da parte del Comune di Artogne è essenziale. È vitale che il comune disponga dei fondi necessari a coprire i costi dell’asta per garantire che gli impianti sciistici rimangano funzionali e attrattivi. Tuttavia, la sindaca ha evidenziato che il comune non può affrontare questa sfida da solo e necessita del supporto degli altri enti coinvolti nel Patto, in particolare della Comunità montana, attualmente impegnata con i rinnovi amministrativi.

L’asta fallimentare della Montecampione Ski Area si profila all’orizzonte, con la prima sessione prevista per la fine di maggio o giugno. Si discute se vendere l’intera azienda in un unico blocco o dividerla in due segmenti distinti, per le aree situate sopra i 1500 metri e quelle a 1200 metri di altitudine. Quest’ultima opzione potrebbe evitare oneri eccessivi legati a ristrutturazioni e manutenzioni.

Artogne mira ad acquisire tre degli impianti già previsti nel Patto territoriale — Beccherie, Longarino e Secondino — aggiungendovi Le Baite, il Larice e l’impianto di innevamento artificiale collegato al servizio idrico. Il destino degli altri impianti rimane incerto, con la speranza che non diventino oggetto di speculazioni.

Con l’autunno alle porte, l’assessora Eleonora Fontana sottolinea l’urgenza: “Entro ottobre dobbiamo diventare i proprietari altrimenti salta il finanziamento regionale”. Fortunatamente, sembra che la Regione sia disposta a prorogare il finanziamento fino al 2025, coprendo il 90% dei costi a suo carico, ma il resto deve ancora essere finanziato.

Redazione

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