Il processo a carico di Alessandro Galletta, accusato dell’omicidio volontario di Carlo Mortilli, ha avuto la sua prima udienza davanti alla corte d’Assise. Il delitto risale a 27 anni fa e si verificò nel parcheggio del West Garda Hotel a Padenghe. Mortilli, un commerciante di orologi di valore, fu ucciso durante una rapina. Le indagini, protrattesi negli anni, portarono in precedenza alla condanna di Marcello Fortugno a 17 anni e otto mesi di reclusione e di Fabio Cosoleto a quattro anni, quest’ultimo ritenuto il basista del colpo ai danni del rappresentante.
Svolta nelle indagini grazie al DNA
Dopo oltre due decenni, una svolta nelle indagini è arrivata grazie alla comparazione tra le tracce genetiche rinvenute su una calza indossata da uno dei rapinatori e una traccia presente nella banca dati nazionale del DNA. Questo confronto ha portato carabinieri e procura a indagare Alessandro Galletta. Tuttavia, i difensori di Galletta hanno subito richiesto l’esclusione di tali prove dal fascicolo, sostenendo l’inutilizzabilità della nota dei carabinieri del RIS di Parma che, nel gennaio 2022, aveva evidenziato la corrispondenza genetica.
La corte respinge la richiesta di inutilizzabilità delle prove
La corte ha respinto la richiesta di esclusione delle prove genetiche. Durante l’udienza, Galletta ha fatto dichiarazioni spontanee proclamando la propria innocenza: “In questo processo io sono innocente in merito alle accuse di rapina e omicidio. Non ho mai puntato la pistola. Sono stato balordo da giovane, ma non omicida. Non ho testimoni che possano dire dopo 27 anni dove ero. Si utilizzi il senso di giustizia”, ha affermato.
Prossima udienza il 12 settembre
La prossima udienza del processo è stata fissata per il 12 settembre. Si attende con grande interesse il proseguimento del dibattimento, che potrebbe finalmente fare luce su un caso rimasto irrisolto per tanti anni.
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