Litigio fatale, la tragedia di Giada Zanola

"Non ricordo cos'è successo", afferma Andrea Favero, unico accusato per l'omicidio della compagna Giada Zanola.

Andrea Favero, 39 anni, è al centro delle indagini per l’omicidio della compagna Giada Zanola, 34 anni, madre di suo figlio di quattro anni. Giada è stata trovata morta dopo essere caduta da un cavalcavia sull’autostrada A4 di Vigonza, in provincia di Padova. Originaria di Brescia, Giada viveva a Vigonza con Favero e il loro figlioletto.

Le accuse contro Favero

Secondo gli inquirenti, Giada sarebbe stata gettata dal cavalcavia da Favero stesso. La caduta ha causato lesioni fatali e probabilmente è stata investita da un mezzo pesante, come confermato dalla magistratura che ha dichiarato: “il corpo veniva investito e arrotato dai veicoli in transito”. Nonostante le gravi accuse, Favero non ha confessato il crimine, dichiarando di non ricordare l’accaduto.

Durante l’interrogatorio, Favero ha sostenuto di essere stato aggredito verbalmente da Giada e di aver reagito a una minaccia non verificata di non vedere più il figlio. Ha cercato di manipolare le indagini inviando messaggi al telefono di Giada, rimproverandola per essere andata al lavoro senza salutare e comunicando alla madre di lei di aver trascorso una notte tranquilla. Mentre tutto questo accadeva, il loro figlio di quattro anni era probabilmente solo in casa, come riportato da PadovaOggi.

La “confessione” di Favero

Favero ha dichiarato al pm: “Non ho memoria precisa di come si siano svolti i fatti, ho come un vuoto”. Ha raccontato che, dopo un litigio in casa, Giada si era allontanata a piedi verso il cavalcavia, situato a circa un chilometro da casa loro. Lui l’aveva seguita in auto per convincerla a tornare. Durante il tragitto, la lite era continuata, con Giada che lo minacciava di portargli via il figlio. Una volta scesi dall’auto, Favero afferma di non ricordare se siano saliti sul gradino della ringhiera del cavalcavia. “Non ricordo se siamo saliti sul gradino della ringhiera che si affaccia sull’autostrada come parapetto”, ha detto agli investigatori.

Le dichiarazioni di Favero non convincono gli inquirenti. Le indagini, coordinate dalla Procura di Padova con il pm Giorgio Falcone e condotte dalla Polizia di Stato, insieme agli agenti della Polstrada e agli specialisti della Scientifica, sono ancora in corso.

Redazione

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