Monitoraggi e misurazioni dell’Arpa: le più a rischio
L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa) ha condotto due campagne di rilevamento con oltre 3.900 misurazioni della concentrazione di radon in edifici residenziali e lavorativi. Le aree con concentrazioni superiori a 300 Becquerel per metro cubo sono considerate prioritarie, ossia soggette a controlli e interventi urgenti. Tra i Comuni più colpiti ci sono Anfo, Bagolino, Sabbio Chiese, Montirone e Ponte di Legno . Dal 2025, per le nuove abitazioni, la soglia massima sarà ulteriormente ridotta a 200 Bq/m³ .
Normative regionali e obblighi per i datori di lavoro
Dal 2022, una legge regionale impone agli edifici situati in zona prioritaria il controllo annuale delle concentrazioni di radon. I datori di lavoro che lavorano in locali seminterrati oa piano terra devono monitorare il radon e intervenire con azioni di risanamento qualora i livelli superino il limite. Il Piano nazionale di azione 2023-2032 prevede inoltre che ogni nuovo edificio costruito tenga conto del rischio radon, con standard di ventilazione e barriere protettive per evitare l’accumulo di gas.
Iniziative dei Comuni ei timori dei sindaci
I sindaci dei Comuni interessati stanno intensificando il monitoraggio e la prevenzione. Filippo Spagnoli , sindaco di Montirone, sottolinea che le alte concentrazioni di radon derivano da fattori geomorfologici : “Monitoriamo costantemente la situazione e stiamo procedendo a una revisione del regolamento edilizio per garantire la sicurezza”. Anche il sindaco di Sabbio Chiese, Onorio Luscia , ha attivato indagini su scuole ed edifici pubblici per valutare eventuali interventi. Per le nuove costruzioni, il Comune impone una verifica della concentrazione di radon e, se necessario, misure di protezione durante la costruzione.
Radon e ventilazione: strategie per ridurre il rischio
Il radon si concentra maggiormente negli edifici scarsamente ventilati, come spiega Fabio Conti , docente di Ingegneria sanitaria presso l’Università dell’Insubria. Il Piano nazionale mira a ridurre l’esposizione al radon individuando gli ambienti a rischio e implementando sistemi di ventilazione adeguati. Nelle aree prioritarie, la qualità della ventilazione e la presenza di barriere protettive rappresentano aspetti fondamentali per la salute e la sicurezza degli abitanti.
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