Le indagini, coordinate dalla Procura di Brescia con il procuratore aggiunto Nicola Serianni e la pm Victoria Allegra Boga, erano partite nel luglio di un anno fa, dopo la denuncia della madre di un 14enne della Franciacorta. La donna aveva raccontato ai carabinieri di Chiari gli abusi che il figlio, affetto da problemi di deambulazione, avrebbe subito durante le sedute domiciliari con l’osteopata, un uomo di origine albanese residente a Bologna.
Altre vittime identificate
Gli investigatori hanno sequestrato l’agenda degli appuntamenti del 45enne, portando alla luce una realtà inquietante. Oltre al ragazzino, altre cinque vittime sono state individuate: tre erano minori, di cui uno con meno di dieci anni al momento dei fatti, e due maggiorenni. Tutte hanno raccontato episodi di abusi che si sarebbero verificati non solo nel bresciano, ma anche in altri centri del nord Italia.
L’arresto e le accuse
Nel mese di ottobre dello scorso anno, l’osteopata era stato rintracciato a Bologna e arrestato dai carabinieri. Su richiesta della Procura, il gip di Brescia aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare. L’uomo, accusato di violenza sessuale aggravata , è rimasto in carcere da allora. Dopo la chiusura delle indagini, è stato rinviato a giudizio per rispondere delle pesanti accuse.
Il processo e le parti civili
Ieri si è svolta la prima udienza davanti alla Corte d’Assise di Brescia. Si è trattato di una seduta preliminare, durante la quale quattro delle vittime, tre minori e una maggiorenne, si sono costituite parte civile . La prossima udienza, fissata per il 18 febbraio, vedrà la deposizione dei primi testimoni, che contribuiranno a ricostruire i fatti.
Un caso che scuote l’opinione pubblica
Gli abusi sessuali su minori sono puniti dal codice penale con pene severe, che vanno dai 12 ai 24 anni di reclusione. Il caso, per la sua gravità e il numero di vittime coinvolte, ha destato grande attenzione. La fiducia che pazienti e famiglie avevano riposto nell’osteopata è stata tradita in modo drammatico, lasciando profonde ferite nelle vittime.
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