Brescia e la demografia in declino: un anno con 350 nascite in meno

Nel 2024 Brescia continua a segnare un saldo demografico negativo, il sedicesimo anno consecutivo di declino

Nel 2024 Brescia continua a segnare un saldo demografico negativo, il sedicesimo anno consecutivo di declino. Un trend che ormai ha radici profonde, risalendo al 2010. Se nel 2008 la città contava oltre mille nuovi nati al mese, la situazione è oggi radicalmente cambiata. Le nascite sono sempre più rare, e molteplici fattori, sociali ed economici, sembrano contribuire a questo scenario.

Uno degli aspetti che spiega il calo delle nascite a Brescia è la composizione familiare. Con una media di 2,28 persone per nucleo, è evidente che le famiglie tendono ad essere più piccole rispetto al passato. Anche l’aumento dei divorzi ha un peso significativo: negli ultimi dieci anni, il numero di divorziati è aumentato di 22.000 unità. Questo, combinato con il calo della popolazione, contribuisce a un progressivo abbassamento delle nascite. Se la variazione della popolazione nel decennio è praticamente nulla (+1,46%), l’impatto di questi fattori sulla demografia locale è evidente.

I numeri parlano chiaro: nei primi dieci mesi del 2024, Brescia ha visto una riduzione delle nascite da 7.114 a 6.801, con una proiezione finale che suggerisce una perdita di circa 350 nuovi nati. Già a metà anno, i dati erano preoccupanti, con una flessione evidente: nel periodo gennaio-giugno 2023 erano stati 4.082 i nuovi nati, contro i 3.826 dello stesso periodo nel 2024. L’inverno demografico sembra ormai essere una realtà concreta per Brescia, che si avvicina a perdere circa un’intera cittadina come Manerba o Trenzano.

La situazione bresciana si inserisce in un contesto nazionale altrettanto allarmante. Il 2023 ha visto un nuovo record negativo, con appena 379.000 nuovi nati in tutta Italia, una cifra che continua a scendere vertiginosamente. Negli ultimi 60 anni, il numero medio di figli per donna è passato da 2,70 nel 1964 a 1,20 nel 2023, segnando un declino costante. In particolare, le zone più colpite sono quelle del Centro e del Sud, dove la fecondità è scesa a livelli ancora più bassi rispetto al Nord. La proiezione per il 2024 non lascia presagire un cambiamento positivo, con una previsione di circa 8.000 bambini in meno rispetto al 2023.

Redazione

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