Il rientro dalle ferie si è trasformato in un incubo per i 21 operai della Olma srl, costretti a interrompere il turno di lavoro per l’arrivo dell’ufficiale giudiziario. La storica azienda meccanica bresciana è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Brescia il 31 dicembre 2024.
Martedì 7 gennaio 2025 rimarrà una data amara per i lavoratori della Olma srl di Via Pietro Serini a Folzano. L’azienda, specializzata nella produzione di minuteria metallica e fondata negli anni Cinquanta, è stata dichiarata in liquidazione giudiziale. Gli operai, ignari della sentenza, sono stati costretti a fermarsi a causa dell’ufficiale giudiziario che ha comunicato l’inevitabile chiusura.
La sentenza del Tribunale di Brescia
Il fallimento della Olma srl è stato sancito con una sentenza emessa il 31 dicembre 2024. Il Tribunale ha fissato per il 27 marzo 2025 l’udienza di esame dello stato passivo, con scadenza al 25 febbraio per il deposito delle richieste di ammissione. L’azienda, pur avendo chiuso il 2023 con un fatturato di circa 3 milioni di euro, aveva registrato un calo significativo rispetto all’anno precedente, un segnale di difficoltà che si è rivelato insormontabile.
Fondata da Francesco Pierini e successivamente guidata dai figli Roberto e Fabio, la Olma srl rappresentava un pezzo di storia del tessuto industriale locale. Tuttavia, le difficoltà economiche e la contrazione del mercato hanno portato al tragico epilogo.
I lavoratori senza tutele immediate
Con 21 dipendenti attualmente registrati, l’impatto del fallimento è devastante per i lavoratori e le loro famiglie. La comunicazione improvvisa della chiusura ha lasciato i dipendenti senza preavviso e con poche prospettive di immediato reinserimento lavorativo.
Un esempio delle difficoltà delle PMI
Il caso della Olma srl è emblematico delle difficoltà che molte piccole e medie imprese italiane stanno affrontando. L’aumento dei costi, la contrazione della domanda e una competizione sempre più serrata a livello globale hanno portato molte aziende storiche a situazioni critiche, con inevitabili ripercussioni sul tessuto sociale ed economico locale.
Nonostante gli utili registrati nel 2022, pari a poco più di 19mila euro, il calo del fatturato e le difficoltà finanziarie hanno reso impossibile il proseguimento delle attività.
Prospettive future
Ora, i lavoratori attendono l’esame dello stato passivo per verificare eventuali possibilità di recupero delle spettanze. Tuttavia, il fallimento di un’azienda con una storia così lunga lascia un vuoto significativo non solo per i dipendenti, ma anche per la comunità locale.
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