Il 2024 si è rivelato un anno di crescita per il Teatro Grande di Brescia, non solo dal punto di vista artistico, ma anche sotto l’aspetto occupazionale ed economico. In un contesto in cui la cultura è spesso messa alla prova dalla sostenibilità economica, il teatro bresciano dimostra che un bilancio positivo può essere raggiunto grazie a scelte lungimiranti e a una forte connessione con il pubblico.
Il bilancio presentato all’inizio del 2025 dalla Fondazione del Teatro Grande di Brescia mette in evidenza un aspetto significativo: nel 2024, nonostante il termine dell’anno da Capitale della Cultura, l’ente ha deciso di investire nel personale, assumendo due nuove risorse a tempo indeterminato. Una scelta che va controcorrente rispetto alle difficoltà che molte istituzioni culturali stanno vivendo, ma che conferma la solidità e la volontà di continuare a crescere.
Uno degli indicatori più evidenti di questo successo è rappresentato dai numeri relativi agli abbonamenti per la stagione di Opera e Balletto. Con 1065 abbonamenti venduti, il Teatro Grande ha registrato un aumento dell’11% rispetto al 2023, raggiungendo un record storico per la struttura. Un traguardo che il sovrintendente Umberto Angelini sottolinea con orgoglio, evidenziando che non si tratta di numeri da “epoca d’oro” degli anni Cinquanta, ma di un risultato ottenuto nel 2024, che dimostra come la tradizione possa ancora attrarre e coinvolgere il pubblico.
Nonostante le aspettative legate all’eredità di Bergamo Brescia Capitale della Cultura, non era scontato che il Teatro Grande potesse mantenere lo slancio positivo anche nel 2024. La realtà ha dimostrato che la cultura non solo è riuscita a “mangiare” grazie agli sforzi di chi lavora dietro le quinte, ma ha anche saputo moltiplicare le sue opportunità, dando prova che il settore culturale può essere un volano di sviluppo economico e occupazionale, anche oltre gli anni di eventi straordinari.
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