Assoluzione per il titolare della cava a Bedizzole: mancanza di responsabilità nell’incidente mortale

Nel corso di un processo celebrato con rito abbreviato, il Tribunale ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti del titolare della cava Panni di Bedizzole, accusato di omicidio colposo a seguito della morte del 62enne Maurizio Rocchi

Giudice

Nel corso di un processo celebrato con rito abbreviato, il Tribunale ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti del titolare della cava Panni di Bedizzole, accusato di omicidio colposo a seguito della morte del 62enne Maurizio Rocchi. La decisione è arrivata dopo la richiesta di assoluzione avanzata dal sostituto Carlo Pappalardo, il quale ha ritenuto che non fossero presenti prove sufficienti per dimostrare la responsabilità del titolare nell’incidente mortale.

Il tragico episodio si era verificato all’inizio di dicembre 2022, all’interno della cava situata in via Gavardina a Bedizzole. Maurizio Rocchi, un operaio di 62 anni, era stato travolto da un carico di ghiaia scaricato accidentalmente da un escavatore. Il camion su cui l’uomo si trovava si era infatti riempito del materiale scavato senza che gli altri colleghi fossero a conoscenza della sua presenza nel cassone.

Al mattino, quando gli operai non riuscivano a trovare il loro compagno di lavoro, avevano iniziato a cercarlo in tutta la cava. Solo dopo aver verificato il cassone del camion, dove recentemente era stato caricato il materiale, si erano accorti della tragedia. Il corpo senza vita di Rocchi era stato trovato sepolto sotto il cumulo di ghiaia.

Dopo l’incidente, le indagini erano state affidate ai carabinieri di Desenzano e all’Ats, con la disposizione di un’autopsia sul corpo della vittima. L’indagine inizialmente aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati del titolare della cava, che si trovava ai comandi dell’escavatore al momento del tragico incidente. La sua posizione era stata esaminata per verificare eventuali responsabilità.

Nel corso del processo, la Procura e il Tribunale hanno ritenuto che non ci fossero elementi concreti che potessero dimostrare che il titolare della cava fosse a conoscenza della presenza di Rocchi nel cassone del camion. Pertanto, non è stata riconosciuta alcuna colpa da parte del datore di lavoro, il quale, secondo la ricostruzione degli eventi, non avrebbe potuto prevedere l’accaduto. La sentenza finale, quindi, ha disposto l’assoluzione.

Redazione

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