Green Energy, la Provincia sospende l’autorizzazione: troppi nitrati e zinco nell’impianto

Blocco di 30 giorni dopo l’ispezione dell’Arpa: digestato oltre i limiti, rischio ambientale per la falda acquifera

La Provincia di Brescia ha disposto la sospensione temporanea, per 30 giorni, dell’autorizzazione unica energetica rilasciata alla società Green Energy S.r.l., con sede in via Palazzolo. Il provvedimento, firmato dal dirigente Giovanmaria Tognazzi, arriva in seguito a un’ispezione condotta dall’Arpa, che ha rilevato gravi irregolarità ambientali presso l’impianto, in particolare il mancato abbattimento dei nitrati e livelli eccessivi di zinco.

Dall’atto ufficiale emerge che il sito ha superato la quantità giornaliera di rifiuti trattabili, violando i limiti stabiliti per l’impianto. Inoltre, le Dichiarazioni Nitrati 2022 e 2023 presentate dalla società non sono risultate conformi alla Direttiva Nitrati: i limiti di 170 kg di azoto per ettaro sono stati ampiamente superati. In particolare, a fronte di una dichiarazione di 229 tonnellate di azoto rimosso, l’Arpa ha certificato che solo 24 tonnellate sono state effettivamente abbattute.

Il digestato prodotto da Green Energy è quindi risultato altamente carico di azoto, con una stima complessiva di oltre 300 tonnellate, a fronte delle 70 dichiarate. Un dato che ha allarmato le autorità, anche perché i terreni disponibili per lo spandimento risultano insufficienti per contenere tale carico di azoto senza conseguenze ambientali.

A peggiorare la situazione, anche la Dichiarazione Nitrati 2024 risulta non conforme: tutte le aziende agricole che hanno utilizzato il digestato prodotto dall’impianto, oltre alla stessa Green Energy, hanno sforato il limite massimo annuo di azoto zootecnico per ettaro.

Il Comune di Chiari, nel cui territorio è situato l’impianto, ha espresso preoccupazione formale per un possibile danno ambientale alla falda acquifera, sottolineando che l’area è classificata come Zona Vulnerabile da Nitrati secondo la normativa regionale. Il Comune ha segnalato anche il rischio di insufficiente denitrificazione nei processi produttivi dell’impianto.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il sindaco di Chiari, Gabriele Zotti, pur senza entrare nei dettagli dell’inchiesta, ha ribadito che «le tecnologie per l’abbattimento dei nitrati esistono e sono affidabili, ma richiedono una gestione consapevole e adeguatamente formata». Duro invece l’intervento del clarense Daniele Bulgarini, da anni impegnato nella denuncia delle irregolarità nel comparto biogas: «Questo provvedimento è la conferma di quanto andiamo denunciando da tempo: mancano controlli efficaci e il rispetto delle regole nella gestione di questi impianti».

Redazione

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