Tagli ai fondi provinciali: sicurezza stradale a rischio anche a Brescia

Con una riduzione del 70% degli investimenti, le Province lanciano l’allarme: “A rischio cantieri e incolumità dei cittadini”

La sicurezza delle strade provinciali italiane è sempre più a rischio a causa dei pesanti tagli imposti dalla Legge di Bilancio e confermati dal decreto Milleproroghe, che hanno determinato una riduzione complessiva di 1,7 miliardi di euro nelle risorse assegnate alle Province e alle Città metropolitane. Il grido d’allarme arriva direttamente dall’Unione delle Province Italiane (Upi) e ha trovato eco anche a Brescia, uno dei territori più estesi e complessi dal punto di vista infrastrutturale.

I fondi colpiti dai tagli riguardano anche gli anni 2025 e 2026, con un taglio del 70% della spesa prevista, e un ridimensionamento del 50% fino al 2029. Il provvedimento mette a rischio diretto circa 120 mila chilometri di strade provinciali in tutta Italia, 2 mila dei quali solo nella provincia di Brescia.

“Si tratta di una crisi annunciata”, ha dichiarato Pasquale Gandolfi, presidente dell’Upi, che denuncia l’assenza di risposte concrete da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini. Le risorse revocate erano già state assegnate per interventi di messa in sicurezza e manutenzione della viabilità, e ora molti cantieri già avviati rischiano lo stop per mancanza di fondi.

Per Brescia, la situazione è particolarmente grave, come evidenziato da Emanuele Moraschini, presidente della Provincia: “Gestiamo direttamente 2 mila chilometri di strade, in un territorio che spazia dalle valli alpine fino alla pianura, passando per le aree lacustri. Ogni intervento richiede competenze, risorse e rapidità d’azione, soprattutto in zone soggette a smottamenti, frane e alluvioni”.

Il taglio dei fondi è drastico: da 4,2 milioni di euro a soli 1,2 milioni annui. Una riduzione che mette a rischio la continuità amministrativa, l’efficacia dei progetti già pianificati e la sicurezza stradale dei cittadini. Moraschini sottolinea inoltre come i fondi sottratti siano destinati a finanziare una singola grande opera, il ponte sullo Stretto di Messina, “un’infrastruttura importante, ma che non può essere realizzata a scapito della viabilità quotidiana di milioni di cittadini”.

Nel solo biennio 2025-2026, 385 milioni su 550 già assegnati alle Province sono stati sottratti. L’Upi ha dato mandato al presidente Gandolfi di richiedere l’apertura urgente di un tavolo di crisi al Ministero, chiedendo il ripristino immediato dei fondi e un riconoscimento concreto del ruolo delle Province. “Non possiamo essere considerati enti di serie B – ha affermato Moraschini – se lo Stato ci affida funzioni essenziali, allora ci deve mettere nelle condizioni di esercitarle”.

Le proteste si stanno estendendo a livello nazionale, con presidenti di Provincia da tutta Italia che segnalano le stesse difficoltà e chiedono al Governo una correzione urgente della linea attuale. La mancanza di fondi rischia di compromettere interventi infrastrutturali fondamentali, mettendo a repentaglio l’incolumità di chi ogni giorno percorre queste strade.

Redazione

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