Brescia, l’industria manifatturiera torna a crescere dopo due anni

Nel secondo trimestre 2025 la produzione segna +0,3%, ma la ripresa resta fragile: pesa la domanda debole e il caro energia

Dopo otto trimestri consecutivi in calo, l’industria manifatturiera bresciana registra un timido segnale di ripresa. Secondo l’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Brescia, nel secondo trimestre del 2025 la produzione è cresciuta dello 0,3% su base annua, un risultato modesto ma simbolico dopo due anni di contrazione.

Il presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava, ha definito questa inversione di tendenza come “una ripresa timida, che poggia su basi incerte”, evidenziando le numerose fragilità che ancora condizionano il tessuto industriale locale.

La domanda, sia interna che estera, resta stagnante, e rappresenta per il 50% delle imprese il principale freno alla crescita. Solo il 20% degli imprenditori bresciani manifesta ottimismo per i prossimi mesi, segno di una fiducia ancora molto contenuta.

Sul fronte estero, le nuove tariffe doganali statunitensi al 15% e la svalutazione del dollaro stanno influenzando negativamente l’export, già reso difficile dal caro energia, che penalizza le imprese bresciane rispetto ai concorrenti europei. Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalla persistente carenza di manodopera, ormai considerata un ostacolo strutturale allo sviluppo del settore.

Nonostante queste difficoltà, alcuni comparti mostrano segnali più incoraggianti. Tra i settori con le performance migliori si segnalano:

  • Legno e minerali non metalliferi: +6,4%

  • Chimico, gomma e plastica: +4,9%

  • Meccanica: +2,9%

  • Metallurgia: +2,9%

In controtendenza, invece, il sistema moda, che registra un calo dell’1,8%, confermando le difficoltà di un comparto già sotto pressione da tempo.

Il tasso di utilizzo degli impianti si attesta al 77%, segnando un lieve incremento che riflette il tentativo, da parte delle aziende, di riprendere slancio dopo un periodo prolungato di rallentamento.

Il quadro complessivo resta quindi fragile e condizionato da variabili esterne, ma il dato positivo, seppur contenuto, rappresenta un primo segnale di stabilizzazione per l’apparato produttivo bresciano.

Redazione

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