Una scoperta straordinaria è avvenuta a Desenzano del Garda durante i lavori di ristrutturazione di Villa Adele, storica dimora liberty costruita tra gli anni ’40 e ’50 e da tempo abbandonata. Nel cantiere, destinato a trasformare l’edificio in un residence di lusso, è riaffiorato un segmento di acquedotto romano perfettamente conservato.
Il ritrovamento è stato immediatamente segnalato alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che ne ha certificato l’eccezionale valore storico. Lunedì il manufatto verrà trasferito al museo civico archeologico “Giovanni Rambotti”, con un trasporto speciale che comporterà modifiche temporanee alla viabilità in via Anelli, dove sarà istituito un senso unico alternato e il limite di velocità scenderà a 30 km/h per consentire il transito del maxi camion.
Secondo gli archeologi, il reperto potrebbe appartenere al nucleo già individuato in via Scavi Romani, uno dei più ricchi insediamenti della Lombardia, edificato tra il I e il IV secolo d.C. poco a nord della via Gallica, l’asse che collegava Bergamo, Brescia e Verona. Nell’ultima fase, quell’area sarebbe appartenuta a Flavius Magnus Decentius, da cui deriverebbe il nome stesso di Desenzano.
La scoperta di Villa Adele si aggiunge a quella recente di oltre 3.000 metri quadrati di residenza romana portata alla luce durante i lavori della Tav in località Montelungo, con numerosi reperti già acquisiti dal Rambotti: fibule, ornamenti, ceramiche, lucerne e monete raffiguranti imperatori dal I al IV secolo, tra cui Costantino e Augusto.
Il museo civico dedicherà presto un nuovo spazio all’epoca romana, dove saranno esposti sia questi reperti sia l’acquedotto di Villa Adele, dopo un accurato restauro. Un tassello in più che conferma la centralità di Desenzano in epoca antica.
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