“Brescia senza tempo”, il libro fotografico che svuota la città per mostrarne l’anima

Con 300 immagini, i fotografi di BamsPhoto eliminano ogni traccia di modernità per restituire la purezza visiva del centro storico

piazza della Loggia BamsPhoto

Strade vuote, piazze deserte, chiese e palazzi liberati da ogni elemento che disturba la percezione architettonica e urbanistica. È la Brescia proposta da “Brescia – Uno sguardo senza tempo sul centro storico della città”, il nuovo volume fotografico firmato BamsPhoto, che raccoglie circa 300 scatti in bianco e nero su 280 pagine, frutto di un anno e mezzo di lavoro.

L’intento è chiaro e radicale: mostrare la città come non l’abbiamo mai vista, epurata da auto, cavi, segnaletica, insegne, e persino persone. Una Brescia sospesa nel tempo, simile per suggestione a una “Dissipatio Humani Generis”, ma densa di memoria e di bellezza.

La tecnica: tra ripresa tradizionale e chirurgia digitale

L’opera dei tre fotografi monteclarensi – Basilio, Matteo e Stefano Rodella – è stata costruita in due atti. Prima, una meticolosa campagna fotografica all’interno delle Mura venete, realizzata con ottiche professionali, da grandangoli “shift” da 17 mm a teleobiettivi da 600 mm, per cogliere sia il dettaglio che la visione d’insieme. Le riprese sono state effettuate a terra, dall’alto e all’alba, anche con l’ausilio di elicotteri e droni.

Successivamente, ogni immagine è stata “depurata” digitalmente, con una post-produzione accurata che ha rimosso tutto ciò che non è parte strutturale della città: persone, auto, cartelloni, cavi, e altri “rumori” visivi. Il risultato? Una Brescia silenziosa, scultorea e potentemente evocativa, priva di distrazioni contemporanee.

Una città restituita alla sua forma essenziale

Il centro storico viene così restituito nella sua forma più pura e lineare, senza perdere vitalità. La piazza Vittoria spogliata, corso Garibaldi deserto, piazza Paolo VI vista dall’alto con il Duomo: ogni fotografia è un invito alla riflessione sullo spazio urbano e sulla sua identità profonda.

Il volume, edito direttamente da BamsPhoto al prezzo di 60 euro, non è solo un libro d’arte, ma anche uno stimolo per architetti, urbanisti e amministratori, come sottolinea Basilio Rodella, che lo definisce “un contributo visivo alla riflessione sul futuro urbanistico della città”.

Tra Ghirri e Zanzottera: un’estetica che taglia e ricompone

Il lavoro ha raccolto l’apprezzamento di critici e istituzioni. Luisa Bondoni, curatrice del Museo della Fotografia, lo collega all’approccio di Luigi Ghirri, capace di restituire la “essenzialità non solo formale” dei luoghi.

Ferdinando Zanzottera, docente del Politecnico di Milano e autore dei testi che accompagnano le immagini, parla invece di “decofotografie”, ovvero immagini nate da una decostruzione visiva che asporta le “ferite” della modernità urbana per riscoprire l’integrità originaria degli spazi storici.

Una visione condivisa anche dall’amministrazione

La sindaca Laura Castelletti ha colto il valore culturale dell’operazione, definendola “un atto d’amore per la città” e “uno strumento di visione per un futuro urbano fondato sulla cultura e sulla meraviglia”. Un’espressione che sintetizza perfettamente l’impatto delle immagini: una Brescia che non appare fredda o idealizzata, ma semplicemente vista nella sua verità strutturale, mai del tutto percepita nel quotidiano.

Una riscoperta che lascia senza parole

In un’epoca in cui le città vengono vissute spesso con fretta, il volume invita a rallentare lo sguardo, a osservare l’essenziale. E nel farlo, ci restituisce una città “altra”, non irreale, ma profondamente vera. Come suggerisce Zanzottera, l’effetto è uno “shock visivo”, che ci fa vedere Brescia come fosse la prima volta.

Redazione

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