È emerso nelle ultime settimane un grave episodio di violazione informatica che coinvolge la piattaforma digitale «Paziente Consapevole», utilizzata da numerosi medici di medicina generale in Lombardia per l’invio delle prescrizioni ai propri assistiti. Migliaia di dati sanitari sottratti nel mese di ottobre sarebbero finiti in vendita sul dark web, esponendo circa novantamila pazienti a potenziali rischi.
A seguito delle segnalazioni relative al furto delle informazioni, il portale è stato immediatamente messo offline. Secondo quanto ricostruito, i dati trafugati sarebbero stati sfruttati da gruppi criminali per avviare tentativi di truffa: diversi pazienti avrebbero ricevuto email fraudolente con richieste di pagamento di presunti ticket sanitari riferiti a visite ed esami effettivamente prescritti.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che ha ribadito la posizione di Regione Lombardia sull’utilizzo delle infrastrutture digitali. «Da tempo suggeriamo a tutti, compresi i medici di famiglia, di affidarsi alle strutture istituzionali», ha dichiarato. Una raccomandazione che, secondo l’assessore, mira proprio a ridurre il rischio di violazioni su dati particolarmente sensibili.
Bertolaso ha inoltre sottolineato come, in caso di scelte alternative, i gestori delle piattaforme debbano assumersi la piena responsabilità delle conseguenze, sia nei confronti dei cittadini coinvolti sia verso il Garante per la protezione dei dati personali. «Mi auguro – ha aggiunto – che il Garante mantenga lo stesso rigore che applica alla Regione anche nei confronti di portali e strutture che trattano informazioni così delicate e potenzialmente esposte a intrusioni».
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