Resta in carcere Pasquale Raccioppoli, la guardia giurata di 51 anni fermata domenica a Capriolo con l’accusa di tentato femminicidio ai danni della moglie. La decisione è stata assunta dal giudice per le indagini preliminari, che ha ritenuto inadeguata l’ipotesi degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, pur non convalidando formalmente il fermo eseguito dai carabinieri.
Secondo il gip, infatti, lo strumento di controllo elettronico non garantirebbe una reale tutela della vittima. «Il braccialetto – si legge nel provvedimento – consente di rilevare tempestivamente una violazione, ma non è in grado di impedirla». Una valutazione che ha portato il giudice a ritenere necessario il mantenimento della custodia cautelare in carcere, alla luce della gravità dei fatti contestati e del contesto in cui sarebbero maturati.
L’uomo è accusato di aver aggredito la moglie con una forbice, colpendola ripetutamente al collo con l’intento di ucciderla. Un episodio che, secondo l’accusa, si inserisce in un quadro di violenze reiterate nel tempo, già oggetto di precedenti denunce da parte della vittima.
Determinante, nella ricostruzione dei fatti, è stato il racconto della donna, raccolto dai carabinieri mentre si trovava in ospedale. La vittima ha riferito che la notte precedente all’aggressione sarebbe stata costretta ad avere un rapporto sessuale, accompagnato dalla richiesta del marito di ritirare una querela sporta in precedenza. Dopo una discussione, la donna si sarebbe messa a dormire, fino a quando non si è risvegliata trovando l’uomo con le forbici in mano.
A quel punto, secondo quanto dichiarato, sarebbe iniziata l’aggressione. La donna ha raccontato di essere stata colpita più volte al collo, mentre cercava di difendersi e implorava il marito di fermarsi. Non vedendo effetti immediati, l’uomo le avrebbe premuto una mano sulla bocca per soffocarla, impedendole di respirare. La vittima è poi caduta dal letto e, per guadagnare tempo, avrebbe chiesto di potersi tamponare le ferite, dicendo all’aggressore che avrebbe raccontato di essersi ferita da sola. In quel frangente, l’uomo le avrebbe manifestato l’intenzione di ucciderla, di fare del male anche alla persona che la donna frequentava e infine di togliersi la vita. Appena possibile, la donna è riuscita a fuggire in strada, dove è stata soccorsa.
Versione diversa quella fornita da Raccioppoli ai carabinieri. L’uomo ha parlato di legittima difesa, sostenendo di aver strappato le forbici dalle mani della moglie, che a suo dire voleva colpirlo. Durante l’interrogatorio di convalida davanti al gip, il 51enne ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, pur dichiarandosi addolorato per quanto accaduto. Ha inoltre riferito di essersi allontanato dall’abitazione con l’intenzione di recarsi dai carabinieri dopo essersi reso conto della gravità dei fatti.
L’inchiesta ha però fatto emergere un lungo passato di violenze e minacce. La donna aveva già denunciato il marito il 21 dicembre, raccontando ai militari una relazione deteriorata dal 2019 e diversi episodi di aggressività . Tra questi, una minaccia con una pistola puntata al collo nel 2020 e almeno cinque episodi violenti avvenuti tra marzo 2023 e il 25 dicembre 2025, accompagnati da frasi che lasciavano presagire un epilogo drammatico.
Con l’inizio del nuovo anno, dopo l’uscita della donna dalla casa coniugale, la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata. Il 2 gennaio la vittima aveva sporto un’altra querela, salvo poi rientrare in casa lo stesso giorno a seguito di un gesto autolesionistico del marito, che durante una videochiamata con i figli avrebbe ingerito della candeggina. La donna lo aveva accompagnato in ospedale, da dove era stato dimesso poco dopo. Il giorno successivo la tensione era nuovamente salita, con l’intervento dei carabinieri che avevano raccomandato alla donna di interrompere ogni contatto con il marito. Indicazione che, secondo quanto emerso, non sarebbe stata seguita. Poche ore dopo si è consumata l’ultima, grave aggressione.
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