Il mondo della pallacanestro piange la scomparsa di Brad Branson, morto nella giornata di martedì 27 gennaio all’età di 67 anni. La notizia ha suscitato particolare cordoglio anche a Brescia, città nella quale l’ex giocatore americano ha lasciato un segno profondo durante gli anni Ottanta.
Conclusa l’esperienza bresciana, Branson proseguì la propria carriera in Europa, trasferendosi in Spagna. Qui vestì le maglie di club di primo piano come il Real Madrid, con cui conquistò la Coppa Korac nel 1988, e successivamente quella del Valencia, confermandosi come atleta affidabile e di grande solidità.
Ala-centro di 208 centimetri, dotato di ottima tecnica individuale e spiccata attitudine difensiva, Branson arrivò al Basket Brescia nel 1983, dopo aver maturato esperienze tra NBA e CBA. In precedenza aveva già calcato i parquet italiani con una stagione a Rimini, all’inizio degli anni ’80, che ne aveva favorito l’approdo nel campionato nazionale.
L’impatto con l’allora Simmenthal Brescia fu immediato e positivo. Branson si mise in evidenza per la capacità di essere efficace su entrambi i lati del campo, risultando determinante sia in fase offensiva sia nella protezione del canestro. Rimase in città fino al 1986 e, ancora oggi, figura come quarto miglior realizzatore di sempre nella storia del Basket Brescia.
La sua scomparsa lascia un vuoto tra gli appassionati e tra quanti ne ricordano il contributo sportivo e umano, legato a una delle fasi più significative della pallacanestro bresciana.
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