Un caso di infezione da virus influenzale aviario A(H9N2) è stato individuato in Lombardia, segnando il primo episodio umano di questo ceppo registrato in Europa. A comunicarlo è stato il Ministero della Salute, precisando che si tratta di un’infezione a bassa patogenicità contratta all’estero da un giovane paziente attualmente ricoverato.
Il soggetto, un ragazzo di circa 20 anni proveniente da un Paese extraeuropeo, è arrivato in Italia nei giorni scorsi facendo scalo all’aeroporto di Malpensa. Già durante il viaggio manifestava sintomi influenzali, tra cui febbre elevata e tosse. Una volta atterrato, è stato sottoposto a controlli sanitari e trasferito all’ospedale San Gerardo di Monza, dove gli accertamenti hanno confermato la presenza del virus aviario.
Il paziente si trova attualmente in isolamento e, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie regionali, non è in pericolo di vita nonostante la presenza di patologie concomitanti che potrebbero aver favorito il contagio. Le sue condizioni restano sotto osservazione, ma il quadro clinico non desta particolari preoccupazioni.
Particolare attenzione è stata dedicata alla tracciatura dei contatti. Tutte le persone entrate in contatto con il giovane sono state individuate e sottoposte a controlli sanitari. Ad oggi non è stato rilevato alcun caso secondario di infezione, confermando l’assenza di trasmissione interumana del virus. Anche i passeggeri del volo e il personale coinvolto sono stati informati e monitorati secondo i protocolli di prevenzione.
Secondo le informazioni disponibili, il virus A(H9N2) si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto con animali infetti, in particolare pollame, o con ambienti contaminati. Non esistono evidenze di trasmissione da persona a persona, e i casi umani registrati a livello globale sono generalmente associati a sintomi lievi.
Le autorità sanitarie italiane hanno attivato immediatamente tutte le procedure previste, coinvolgendo Regione Lombardia, Istituto Superiore di Sanità e reti di laboratori specializzati. È stato inoltre avviato un coordinamento con gli organismi internazionali per garantire un monitoraggio costante della situazione, senza che al momento emergano criticità.
L’assessore al Welfare della Lombardia ha ribadito che non sussiste alcun rischio per la popolazione né per il personale sanitario. La gestione del caso rientra nelle normali attività di sorveglianza epidemiologica, già previste per questo tipo di infezioni.
L’episodio, pur rappresentando un primato a livello europeo, non modifica il quadro generale di sicurezza sanitaria, grazie alla tempestività delle misure adottate e alla natura non altamente patogena del virus. Le autorità continueranno a seguire con attenzione l’evoluzione del caso, mantenendo elevato il livello di vigilanza.
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