Antiriciclaggio, raffica di controlli nel Bresciano: nel mirino i servizi money transfer

709 violazioni legate all’identificazione della clientela e altre 497 operazioni di money transfer eseguite in contrasto con le norme sull’utilizzo del contante e dei titoli al portatore

gdf guardia di finanza

Un’intensa attività di controllo contro il riciclaggio di denaro è stata avviata dalla Guardia di Finanza di Brescia, con verifiche mirate nei confronti di esercizi commerciali che offrono servizi di trasferimento di denaro verso l’estero. L’operazione rientra in un piano coordinato finalizzato alla tutela dell’economia legale e al contrasto delle movimentazioni finanziarie sospette.

Particolarmente significativo uno degli interventi effettuati nel capoluogo, dove i finanzieri hanno individuato 709 violazioni legate all’identificazione della clientela e altre 497 operazioni di money transfer eseguite in contrasto con le norme sull’utilizzo del contante e dei titoli al portatore. Le movimentazioni contestate superano complessivamente i 740mila euro.

Per ciascuna delle operazioni irregolari sono previste sanzioni amministrative comprese tra 3mila e 50mila euro. La procedura potrà essere definita tramite pagamento in misura ridotta pari a 2 milioni e 982mila euro entro sessanta giorni.

Le verifiche sono state condotte nell’arco di circa un mese e hanno interessato otto attività distribuite in diversi comuni della provincia, tra cui Brescia, Desenzano del Garda, Bedizzole, Lonato, Darfo Boario Terme e Gavardo. I controlli hanno riguardato attività come internet point, minimarket, tabaccherie e centri elaborazione dati che, oltre alla loro attività principale, operano anche come intermediari per trasferimenti di denaro per conto di istituti di moneta elettronica e operatori di pagamento.

Gli accertamenti si sono concentrati soprattutto sul rispetto delle disposizioni previste dalla normativa antiriciclaggio: corretta identificazione dei clienti, raccolta delle informazioni relative a mittente e beneficiario, registrazione delle operazioni e conservazione dei dati.

Dal bilancio complessivo delle ispezioni sono emerse sei violazioni per mancata adeguata verifica della clientela, due irregolarità nella conservazione dei dati identificativi e un caso di omessa comunicazione di informazioni rilevanti al punto di contatto centrale incaricato di valutare eventuali operazioni sospette.

Redazione

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