La Procura ha aperto un fascicolo e disposto una serie di accertamenti dopo la morte di un agente della Polizia locale di Ospitaletto, avvenuta all’interno del comando. Al centro delle indagini anche il cellulare della vittima, sottoposto a copia forense per ricostruire eventuali elementi utili a chiarire le circostanze che hanno preceduto il gesto.
Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni investigative, il 32enne si sarebbe chiuso in una stanza del comando e avrebbe esploso un colpo di pistola, in un episodio classificato come gesto estremo. Sul caso i carabinieri stanno conducendo gli accertamenti coordinati dalla Procura, che ha aperto un fascicolo al momento senza ipotesi di reato definita.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti figura anche quella di una possibile istigazione al suicidio, formula giuridica che viene considerata nei casi in cui emergano eventuali pressioni o fattori esterni rilevanti. Al momento, tuttavia, non sono stati formalizzati indagati.
Le indagini si concentrano ora sulla ricostruzione degli ultimi giorni di vita dell’agente e sul contesto personale e professionale in cui si sarebbe maturata la decisione. Secondo quanto riportato, nelle settimane precedenti il 32enne avrebbe vissuto un periodo di forte difficoltà, legato anche a una vicenda classificata come “codice rosso”, successivamente archiviata sul piano penale.
Proprio per chiarire ogni aspetto, la Procura ha disposto il sequestro del telefono cellulare, che sarà analizzato attraverso una copia forense per recuperare messaggi, contatti e ogni elemento utile a comprendere eventuali segnali di disagio o dinamiche rilevanti.
È stata inoltre disposta l’autopsia, che difficilmente verrà eseguita prima di mercoledì. Solo dopo gli accertamenti medico-legali sarà possibile procedere con l’organizzazione delle esequie del giovane agente, originario di Pompiano.
Nel frattempo, la famiglia ha manifestato l’intenzione di approfondire quanto accaduto, valutando la presentazione di un esposto attraverso i propri legali, affinché vengano esaminate tutte le possibili circostanze e responsabilità. Un passaggio che si affianca al lavoro già avviato dalla magistratura.
Gli investigatori stanno inoltre raccogliendo testimonianze tra colleghi e conoscenti, nel tentativo di ricostruire il quadro completo della situazione. Dalle prime informazioni emergerebbe un progressivo peggioramento del benessere psicologico dell’agente nelle ultime settimane, elemento che sarà oggetto di ulteriori verifiche.
La vicenda resta ora al centro delle indagini, che puntano a chiarire con precisione la dinamica dei fatti e il contesto in cui si è consumato l’episodio all’interno del comando della Polizia locale.
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