Una giornata trascorsa con gli amici si è trasformata in tragedia sul lago d’Iseo, dove un ragazzo di 19 anni ha perso la vita dopo essersi tuffato nelle acque del porto di Pisogne. La vittima è Firas Chamekh, giovane di origine tunisina che viveva in Italia da circa un anno.
L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di domenica, quando il ragazzo si trovava sul lungolago insieme ad alcuni amici. Secondo le prime ricostruzioni, il diciannovenne si sarebbe tuffato dal pontile senza più riemergere.
L’allarme e la mobilitazione dei soccorsi
L’allarme è stato lanciato poco dopo le 17 dai ragazzi che erano con lui e che, non vedendolo tornare in superficie, hanno immediatamente richiesto l’intervento dei soccorritori.
La centrale operativa ha attivato un imponente dispositivo di emergenza. Sul posto sono intervenuti l’automedica, un’ambulanza della Croce Blu di Lovere, l’idroambulanza e una moto d’acqua di Camunia Soccorso. È stato inoltre richiesto l’intervento dell’elisoccorso decollato da Brescia.
Le ricerche si sono concentrate nelle acque antistanti il porto di Pisogne, con il coinvolgimento dei sommozzatori dei vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di recupero in profondità.
Ritrovato dopo un’ora di ricerche
Le operazioni sono proseguite per circa un’ora prima che il corpo del giovane venisse individuato e riportato a riva.
Una volta recuperato, i sanitari hanno avviato immediatamente le manovre di rianimazione nel tentativo di salvargli la vita. I soccorsi sono andati avanti a lungo, ma ogni tentativo si è rivelato vano. Intorno alle 19 è stato dichiarato il decesso.
La salma è stata successivamente messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, che valuterà l’eventuale necessità di ulteriori accertamenti. Gli approfondimenti sull’accaduto sono affidati ai Carabinieri della Compagnia di Breno.
Le ipotesi sulle cause dell’incidente
Tra le possibili cause della tragedia gli investigatori stanno valutando l’ipotesi di un malore improvviso legato all’idrocuzione, fenomeno che può verificarsi quando il corpo entra rapidamente in contatto con acqua molto più fredda rispetto alla temperatura corporea.
Lo shock termico può provocare reazioni improvvise dell’organismo, causando perdita di coscienza o difficoltà respiratorie che possono risultare fatali. Saranno eventuali accertamenti a chiarire con precisione le circostanze dell’accaduto.
Una vita interrotta troppo presto
Firas Chamekh era arrivato dalla Tunisia circa un anno fa e viveva in una comunità di accoglienza a Darfo Boario Terme, dove attendeva l’esito della richiesta di protezione internazionale. Aveva intrapreso il proprio percorso in Italia con l’obiettivo di costruire un futuro migliore.
La sua morte rappresenta la prima vittima dell’estate 2026 nelle acque del lago d’Iseo. L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati ai tuffi e alla balneazione, soprattutto nei periodi caratterizzati da elevate temperature atmosferiche e forti differenze termiche con l’acqua.
Le autorità continuano a raccomandare prudenza e il rispetto delle norme di sicurezza lungo laghi, fiumi e specchi d’acqua, per prevenire incidenti che possono avere conseguenze drammatiche.
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