Una violenta ondata di maltempo ha interessato il territorio bresciano, causando allagamenti nei campi e danni significativi alle coltivazioni agricole. Le grandinate registrate nelle ultime ore hanno spinto associazioni di categoria e aziende a avviare una prima ricognizione per valutare l’entità delle perdite.
Le conseguenze del fenomeno atmosferico risultano particolarmente gravi per il comparto agricolo, con danni diffusi soprattutto alle colture estensive. Secondo le prime segnalazioni, le aree più colpite comprendono una vasta porzione della provincia, con effetti evidenti su mais, frumento e orzo.
Tra le colture maggiormente danneggiate figura il mais, in diversi casi compromesso in modo serio sia nelle zone di primo raccolto sia in quelle di secondo ciclo produttivo. In alcune aziende le perdite si avvicinerebbero anche al 90-100% del raccolto, con situazioni in cui le piante risultano irrimediabilmente danneggiate e non più recuperabili.
Le segnalazioni più critiche arrivano da diversi comuni della provincia, tra cui Cazzago San Martino, Ospitaletto, Rovato, Cologne, Castrezzato e Berlingo, dove gli agricoltori hanno richiesto l’intervento dei tecnici per la valutazione dei danni e la gestione delle pratiche assicurative.
La combinazione di grandine e vento ha aggravato ulteriormente il quadro, rendendo in molti casi impossibile il proseguimento del ciclo produttivo. Alcune aziende stanno valutando la possibilità di una nuova semina, orientandosi verso colture alternative compatibili con il periodo stagionale e con le condizioni dei terreni.
Particolarmente delicata anche la situazione dei cereali a paglia nella cosiddetta Bassa bresciana. Frumento e orzo, ormai prossimi alla raccolta, risultano tra le colture più colpite, con il rischio concreto di una perdita quasi totale della produzione in campo proprio a ridosso della fase di mietitura.
Le associazioni agricole sottolineano come si tratti di un danno che arriva al termine di un intero ciclo produttivo, con costi già sostenuti e mesi di lavoro compromessi in pochi minuti di maltempo.
Confagricoltura Brescia ha avviato una raccolta sistematica delle segnalazioni per ottenere un quadro complessivo della situazione. Il presidente Oscar Scalmana ha evidenziato come la grandine rappresenti uno degli eventi più temuti dagli agricoltori, proprio per la sua capacità di distruggere rapidamente colture ormai mature.
Secondo l’associazione, l’intensità degli eventi registrati conferma una crescente esposizione dell’agricoltura ai fenomeni meteorologici estremi. La necessità di strumenti assicurativi adeguati e di procedure rapide di intervento viene indicata come un elemento sempre più centrale per la tutela delle imprese agricole.
Anche Coldiretti Brescia sta monitorando l’evoluzione dei danni attraverso i propri tecnici sul territorio. Le aree interessate includono numerosi comuni della provincia, tra cui Brescia, Travagliato, Rovato, Gussago, Ospitaletto, Desenzano del Garda e altre località della fascia occidentale e lacustre.
Le prime verifiche evidenziano danni non solo alle coltivazioni in campo aperto, ma anche alle strutture aziendali. Sono state segnalate serre danneggiate, coperture lacerate e teli protettivi distrutti dalla violenza della grandine e del vento.
Il quadro generale conferma quindi un evento meteorologico diffuso e particolarmente impattante per l’agricoltura locale, con effetti che si estendono sia alle produzioni stagionali sia alle infrastrutture delle aziende agricole.
Coldiretti ha sottolineato come fenomeni di questo tipo stiano diventando sempre più frequenti e improvvisi, rendendo indispensabile un rafforzamento delle misure di prevenzione e gestione del rischio. Il monitoraggio dei danni proseguirà nei prossimi giorni per definire con maggiore precisione l’impatto economico complessivo.
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