È stato arrestato a Brescia un cittadino marocchino di 29 anni ritenuto responsabile di una serie di aggressioni ai danni di persone anziane avvenute nel mese di giugno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe agito con un modus operandi ripetuto, seguendo le vittime per strada per poi aggredirle e strappargli con violenza collane e monili prima di darsi alla fuga.
L’operazione è stata condotta dalla Squadra di polizia giudiziaria del Commissariato Carmine della Polizia di Stato, al termine di un’attività investigativa basata su testimonianze, riscontri sul territorio e analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati.
L’uomo è accusato in particolare di due rapine e un furto con strappo, avvenuti in diverse zone della città, tra cui via Caleppe, via Lamberti e via La Marmora. In tutti gli episodi le vittime sarebbero state persone anziane, individuate e seguite dall’indagato fino al momento dell’aggressione.
Le indagini hanno permesso agli agenti di raccogliere elementi ritenuti significativi a suo carico, anche grazie al riconoscimento fotografico effettuato dalle vittime. Un quadro indiziario che ha portato al fermo del sospettato e al suo successivo trasferimento in carcere.
Il 29enne è stato rintracciato all’interno di un albergo del centro cittadino. Durante la perquisizione personale e nella stanza occupata, la polizia ha sequestrato alcuni capi di abbigliamento che, secondo gli inquirenti, sarebbero compatibili con quelli indossati durante le rapine.
Nel corso delle operazioni di fermo, l’uomo avrebbe inoltre opposto resistenza agli agenti, venendo successivamente denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale. Al termine degli atti di polizia giudiziaria è stato trasferito nella casa circondariale Nerio Fischione, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il caso ha assunto anche una dimensione amministrativa. Il questore di Brescia Paolo Sartori ha infatti avviato la procedura per la revisione dello status di protezione internazionale dell’indagato, ritenuto necessario alla luce della gravità dei fatti contestati e dei precedenti a suo carico.
L’obiettivo della procedura è la possibile revoca dello status di asilo politico, passaggio che consentirebbe, in caso di conferma, l’emissione di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale.
In una nota, il questore ha sottolineato come la presenza di soggetti che commettono gravi reati approfittando della protezione internazionale rappresenti una situazione non tollerabile, evidenziando la necessità di attivare rapidamente gli strumenti previsti dall’ordinamento per garantire sicurezza sul territorio.
Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori episodi simili attribuibili all’uomo e per ricostruire con precisione tutti i suoi movimenti nelle settimane precedenti al fermo.
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