Omicidio di Puegnago, ricorso contro l’ergastolo per Mauro Pedrotti

La difesa impugna la condanna davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Brescia: contestate premeditazione e mancato riconoscimento delle attenuanti.

È stato depositato in Corte d’Assise d’Appello di Brescia il ricorso presentato dalla difesa di Mauro Pedrotti, 59 anni, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della madre Santina Delai, avvenuto a Puegnago del Garda il 7 febbraio 2024.

La donna, 78 anni, era stata uccisa nella propria abitazione. Lo scorso marzo la Corte d’Assise di Brescia aveva emesso la sentenza di condanna al carcere a vita, riconoscendo l’aggravante della premeditazione e quella del vincolo di parentela, escludendo invece le attenuanti generiche.

Con il ricorso presentato dall’avvocato difensore Giovanni Brunelli, la difesa chiede ora una revisione della decisione di primo grado su due punti centrali del processo. Il primo riguarda proprio la qualificazione del reato come premeditato: secondo la tesi difensiva, gli elementi emersi durante il dibattimento — tra cui alcune ricerche effettuate online, comportamenti antecedenti ai fatti, una telefonata alle pompe funebri e alcune dichiarazioni rese nel corso delle indagini — non sarebbero sufficienti a dimostrare un piano omicida stabile e persistente nel tempo, ma piuttosto un’azione improvvisata.

Il secondo punto contestato riguarda il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La difesa sottolinea diversi elementi a favore dell’imputato, tra cui l’assenza di precedenti penali, la confessione resa poche ore dopo il fatto, la collaborazione con gli inquirenti e il pentimento espresso in aula. Viene inoltre richiamata la condotta di vita precedente al delitto, considerata positiva sia sul piano lavorativo sia su quello familiare.

Sulla base di queste argomentazioni, la richiesta avanzata alla Corte d’Assise d’Appello è quella di escludere l’aggravante della premeditazione, riconoscere le attenuanti generiche e procedere a una rideterminazione della pena in senso più favorevole all’imputato.

Il procedimento entrerà ora nella fase di valutazione da parte dei giudici di secondo grado, chiamati a esaminare gli elementi già acquisiti nel corso del processo di primo grado e le nuove argomentazioni presentate dalla difesa.

Redazione

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