Si è conclusa con la richiesta di condanna all’ergastolo la requisitoria del pubblico ministero Ettore Tisato nel processo a carico di Ruben Andreoli, imputato per l’omicidio della madre Nerina Fontana, avvenuto a Sirmione. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe picchiato a morte la donna, colpendola con calci e pugni all’interno dell’abitazione di famiglia, dove viveva insieme alla moglie.
Il pm ha motivato la richiesta della pena massima con la gravità del fatto e con l’aggravante del rapporto di parentela, sottolineando che l’omicidio di un genitore rappresenta una violazione profonda dei valori affettivi e morali. Nella sua requisitoria, Tisato ha inoltre escluso la presenza sia dei futili motivi, sia delle attenuanti generiche, ritenendo che non vi fossero elementi per mitigare la responsabilità dell’imputato.
Alla posizione del pubblico ministero si è associato anche il legale di parte civile, che ha chiesto al tribunale il riconoscimento di un risarcimento dei danni in favore dei familiari della vittima.
Durante l’udienza, la parola è poi passata alla difesa di Ruben Andreoli, rappresentata dall’avvocato Marco Capra, che ha chiesto di escludere l’aggravante dei futili motivi e di riconoscere le attenuanti generiche almeno equivalenti. «Ruben Andreoli non merita l’ergastolo – ha dichiarato il difensore – la pena deve comunque tendere al fine rieducativo previsto dalla Costituzione».
L’arringa della difesa si è conclusa poco prima dell’una di notte. Le repliche delle parti e la sentenza finale sono previste per il 22 ottobre, data in cui il collegio giudicante del Tribunale di Brescia sarà chiamato a pronunciarsi sul destino giudiziario del trentenne.
Il delitto, che aveva sconvolto la comunità di Sirmione, risale a oltre un anno fa e fin dalle prime fasi dell’indagine aveva evidenziato un quadro familiare complesso, con tensioni e conflitti mai del tutto risolti.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.