Orsi nel Bresciano, monitoraggio costante: decine di segnalazioni anche nel 2026

La presenza degli orsi nelle aree montane del Bresciano continua a essere oggetto di un attento monitoraggio da parte della Provincia di Brescia

La presenza degli orsi nelle aree montane del Bresciano continua a essere oggetto di un attento monitoraggio da parte della Provincia di Brescia. Nei primi mesi del 2026 sono già state raccolte una cinquantina di segnalazioni, un dato considerato in linea con quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente e che conferma una frequentazione ormai regolare del territorio da parte dei plantigradi.

L’attività di controllo è affidata al Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale, che si occupa di raccogliere segnalazioni, verificare le tracce lasciate dagli animali e vigilare sulla fauna selvatica. Oltre agli avvistamenti, il lavoro comprende l’analisi di qualsiasi elemento riconducibile alla presenza degli orsi, come impronte, peli o altri campioni biologici, utili per identificare geneticamente i singoli esemplari.

Negli ultimi mesi il monitoraggio è stato supportato anche dall’impiego delle fototrappole, dispositivi che permettono di documentare il passaggio degli animali senza disturbare i loro movimenti naturali. Le immagini raccolte hanno immortalato diversi episodi avvenuti tra Valsabbia, Valcamonica e Valtrompia, dove alcuni orsi sono entrati in capanni di caccia presumibilmente alla ricerca di cibo.

Le segnalazioni non riguardano esclusivamente gli avvistamenti. Dall’inizio dell’anno sono stati registrati anche alcuni danni alle attività presenti sul territorio, tra cui tre apiari colpiti in Alta Valcamonica e la predazione di due asini in Alta Valsabbia. Episodi che vengono catalogati insieme alle altre evidenze per costruire un quadro il più possibile completo della presenza dei plantigradi.

I dati raccolti nel 2025 avevano già evidenziato una diffusione significativa degli orsi nella provincia, con 89 segnalazioni complessive tra avvistamenti, tracce, predazioni e danni. Le aree maggiormente interessate risultavano quelle comprese tra l’Alto Garda e la Valle Camonica, confermando una distribuzione ormai consolidata nelle zone montane del territorio bresciano.

Redazione

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