Il progetto del maxi Data Center di Travagliato approda in Consiglio comunale e apre un acceso confronto politico sul futuro del territorio. La struttura, pensata per ospitare un grande hub dedicato alla gestione di milioni di dati digitali, dovrebbe sorgere nell’area Averolda, tra la zona industriale del paese e il raccordo BreBeMi, su una superficie complessiva che potrebbe arrivare a circa 180mila metri quadrati.
La discussione è prevista martedì, quando il sindaco porterà in aula una comunicazione relativa all’insediamento della struttura. A seguire sarà affrontata anche l’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza Travagliato Bene Comune, che ha chiesto chiarimenti sull’intervento e sulle modalità con cui il progetto è stato seguito dall’amministrazione.
Al centro dell’operazione c’è la richiesta depositata in Provincia da East Gate, società attiva nella compravendita immobiliare, che avrebbe già avviato contatti con un importante soggetto industriale interessato all’utilizzo dell’infrastruttura. Il progetto iniziale prevedeva un impianto da 300 megawatt di potenza, anche se il proponente avrebbe successivamente annunciato un ridimensionamento a 120 megawatt.
Le dimensioni previste rendono comunque l’intervento uno dei più rilevanti in Italia per capacità energetica. Per confronto, il Data Center Global Cloud di Aruba a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, dispone attualmente di una capacità di 60 megawatt. Proprio per questo motivo il progetto sta sollevando interrogativi sulle possibili conseguenze ambientali e territoriali.
Tra gli aspetti più discussi ci sono il fabbisogno energetico della struttura, la necessità di realizzare nuove infrastrutture per il collegamento alla rete elettrica, il calore prodotto dai processori, il consumo d’acqua per i sistemi di raffreddamento e il possibile impatto acustico. Le critiche riguardano anche il consumo di suolo, considerando che l’area interessata comprende terreni agricoli destinati alla trasformazione urbanistica.
Secondo le stime riportate nel dibattito pubblico, l’intero ambito di intervento potrebbe coinvolgere circa 176mila metri quadrati, con una parte destinata direttamente al Data Center e altre superfici necessarie per le opere complementari. Il progetto prevede inoltre interventi di mitigazione ambientale con circa 30mila metri quadrati di aree verdi.
L’amministrazione comunale, finora, ha mantenuto una posizione prudente, spiegando di non aver ancora completato l’analisi del progetto in assenza di tutti gli elementi tecnici necessari. Le opposizioni, invece, hanno già chiesto maggiore trasparenza.
Il capogruppo di Travagliato Bene Comune, Alberto Trainini, ha presentato una richiesta di accesso agli atti, sostenendo che la questione avrebbe dovuto essere portata prima all’attenzione del Consiglio comunale e della cittadinanza. Secondo Trainini, il tema non riguarda soltanto il contenuto dell’opera, ma anche il metodo con cui la vicenda è stata gestita.
La minoranza sottolinea infatti che il primo documento relativo al progetto presente negli atti comunali risalirebbe a dicembre 2025 e chiede un confronto pubblico sugli effetti dell’intervento. Anche il gruppo guidato da Christian Bertozzi ha richiesto l’accesso alla documentazione per approfondire il progetto.
Sul fronte ambientale resta alta l’attenzione di Legambiente Franciacorta, che ha annunciato la volontà di monitorare l’evoluzione della procedura. Il presidente Silvio Parzanini ha ribadito la necessità di valutazioni approfondite prima di qualsiasi decisione definitiva, con particolare attenzione alla tutela del territorio e alla sicurezza dei cittadini.
Sul piano tecnico, al momento, è disponibile un preventivo di connessione alla rete elettrica nazionale rilasciato da Terna. L’investimento complessivo viene indicato in oltre un miliardo di euro, mentre l’iter provinciale ha già evidenziato la possibile dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dell’opera, con il vincolo preordinato all’esproprio.
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