Morte di Abdelilah Soyt, arrestato un altro presunto componente del commando: era ricercato da oltre un anno

Proseguono gli sviluppi dell'inchiesta sulla morte di Abdelilah Soyt, il 32enne che perse la vita nelle acque del fiume Oglio a Pontoglio

carabinieri

Proseguono gli sviluppi dell’inchiesta sulla morte di Abdelilah Soyt, il 32enne che perse la vita nelle acque del fiume Oglio a Pontoglio il 12 aprile dello scorso anno mentre cercava di sfuggire a un violento agguato. Nelle scorse ore i carabinieri hanno arrestato un altro dei presunti componenti del gruppo responsabile dell’assalto, rimasto fino a oggi irreperibile.

L’operazione è il risultato di una lunga attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia e condotta dai militari della Compagnia di Chiari. L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta che ha ricostruito una spedizione punitiva legata al controllo della piazza di spaccio tra le province di Brescia e Bergamo.

L’arresto arriva poche settimane dopo la condanna a 16 anni di reclusione inflitta a Oussama El Messky, ritenuto il promotore dell’agguato. Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe organizzato l’azione per riaffermare il proprio predominio sul traffico di droga nella zona, ritenendo che alcuni rivali avessero sconfinato nel territorio controllato dall’organizzazione.

Quella sera Soyt e un suo cugino sarebbero stati sorpresi dal commando. Per sottrarsi all’aggressione entrambi si lanciarono nel fiume, ma soltanto il cugino riuscì a raggiungere la riva e a mettersi in salvo. Dopo essere uscito dall’acqua chiese aiuto a tre pescatori presenti nella zona, che diedero immediatamente l’allarme. Le ricerche si conclusero il giorno successivo con il ritrovamento del corpo senza vita del 32enne, individuato a circa tre metri di profondità.

L’inchiesta ha inoltre ricostruito l’estrema violenza dell’assalto. Durante l’aggressione sarebbero stati esplosi colpi di arma da fuoco e utilizzati bastoni, machete e pietre. L’autopsia ha accertato la presenza di una ferita alla nuca provocata da un corpo contundente, senza che sia stato possibile stabilire con certezza se il colpo sia stato inferto prima o dopo il tuffo nel fiume.

Redazione

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