La Capanna Tita Secchi, nei pressi del Passo del Maniva, è stata nuovamente danneggiata. A scoprire quanto accaduto sono stati i volontari degli Amici di Cima Caldoline, che durante il consueto controllo settimanale della struttura hanno trovato diversi elementi mancanti o rovinati.
L’episodio arriva dopo altri danneggiamenti e ha suscitato amarezza tra le persone che da anni si occupano gratuitamente della manutenzione della capanna. Questa volta è stata portata via la targa in legno realizzata dal gruppo, mentre all’interno sono state rimosse parti dell’arredo e diverse fotografie che documentavano le iniziative organizzate nel corso degli anni.
Ad essere danneggiato è stato anche il contenitore destinato alle offerte libere, attraverso le quali chi frequenta la struttura può contribuire alle spese necessarie per mantenerla in buone condizioni.
La capanna è aperta a tutti
La Capanna Tita Secchi non è un rifugio gestito con personale fisso. Si tratta di una struttura accessibile gratuitamente a chi raggiunge Cima Caldoline, pensata come punto di riparo e sosta per gli escursionisti.
Chi arriva può entrare, consumare il proprio pranzo e trovare un luogo dove fermarsi e riposare. La gestione è affidata al lavoro volontario degli Amici di Cima Caldoline, che provvedono nel corso dell’anno a sostenere le spese di manutenzione, assicurazione e controllo.
È proprio questo impegno gratuito a rendere particolarmente pesanti i nuovi episodi di danneggiamento. I volontari mettono infatti a disposizione tempo, lavoro e risorse personali per mantenere fruibile una struttura che appartiene idealmente a tutti coloro che frequentano la montagna.
Il gruppo ha inoltre commissionato a un professionista una relazione tecnica sulla stabilità dell’edificio, nell’ambito delle attività di verifica e manutenzione della capanna.
I volontari stanno documentando l’accaduto
Dopo avere scoperto i nuovi danni, gli Amici di Cima Caldoline hanno raccolto alcuni elementi utili e stanno documentando quanto accaduto.
Il materiale potrebbe essere utilizzato nelle sedi opportune qualora fosse necessario, mentre per il momento il gruppo rivolge soprattutto un appello a chi frequenta la zona.
L’invito è quello di considerare la capanna come uno spazio comune da rispettare: lasciarla pulita, non danneggiare gli oggetti presenti e segnalare eventuali comportamenti che possano compromettere la struttura.
«Quando entrate nella capanna, trattatela come fosse casa vostra», è il senso dell’appello rivolto dagli stessi volontari.
Un luogo legato alla memoria di Tita Secchi
La struttura non rappresenta soltanto un punto di appoggio per gli escursionisti. La Capanna Tita Secchi è anche un luogo legato alla memoria della Resistenza e della storia della montagna bresciana.
Tita Secchi, alpinista e partigiano delle Fiamme Verdi, organizzò proprio in quest’area il gruppo S2 della Brigata Perlasca. Nell’agosto del 1944 venne catturato e successivamente trasferito a Brescia.
Il 16 settembre dello stesso anno fu fucilato insieme a cinque compagni. La capanna che porta il suo nome mantiene quindi un valore che va oltre la semplice funzione di riparo, diventando anche un luogo della memoria dedicato alla sua figura e alla storia di quegli anni.
Per questo i nuovi danneggiamenti assumono un significato particolare per chi continua a occuparsi della struttura.
A settembre la messa alla capanna
Nonostante gli episodi subiti, i volontari intendono continuare a mantenere viva la struttura e le iniziative legate alla sua storia.
Il prossimo appuntamento è fissato per domenica 13 settembre alle 10.30, quando alla Capanna Tita Secchi verrà celebrata una messa.
Al termine è previsto un pranzo al sacco a offerta libera, nel segno della condivisione e della partecipazione che da sempre caratterizzano questo luogo.
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