Dopo cinque anni di denunce, ricorsi e pratiche internazionali, Riccardo Canevali è finalmente rientrato in possesso della sua Range Rover. L’operaio di Capriolo, residente a Zocco di Erbusco, aveva perso l’automobile nel 2021 dopo essere stato vittima di una truffa legata alla vendita del veicolo.
La vicenda era iniziata nel luglio di quell’anno, quando Canevali aveva deciso di mettere in vendita su Subito.it il suv acquistato l’anno precedente. L’obiettivo era utilizzare i 25.500 euro ricavati dalla cessione per finanziare la caparra necessaria all’acquisto di una casa.
A farsi avanti era stato un acquirente, Salvatore N., residente a Lentate sul Seveso. Per concludere l’operazione, l’uomo aveva consegnato un assegno circolare che inizialmente era stato ritenuto regolare dalla banca.
La scoperta della truffa era arrivata la sera del 21 luglio. Canevali aveva effettuato l’accesso al proprio conto corrente per disporre il bonifico destinato alla caparra della casa e aveva scoperto che l’importo dell’assegno non era mai stato realmente accreditato. Il titolo di pagamento era falso.
Nel frattempo, però, la Range Rover non era più nella disponibilità del proprietario. Il veicolo aveva già lasciato l’Italia e, circa una settimana dopo, era arrivata la notizia del sequestro dell’automobile in Croazia.
Da quel momento è iniziato un lungo percorso tra denunce, autorità giudiziarie, consolati e ambasciate. Canevali ha continuato a cercare informazioni sul mezzo fino a riuscire, nell’agosto del 2022, a individuare la concessionaria croata nella quale era stata trasferita la Range Rover.
La sorpresa è stata scoprire che il veicolo era stato rimesso in vendita. La situazione sembrava però destinata a complicarsi ulteriormente. Un giudice croato aveva stabilito che l’automobile dovesse essere riconsegnata al suo legittimo proprietario, ma un ricorso aveva di fatto congelato nuovamente la procedura.
Nel frattempo, la Range Rover era rimasta ferma ed era stata sottoposta a confisca da parte dello Stato croato. Per ottenere il ritorno del mezzo in Italia si è quindi reso necessario un ulteriore passaggio giudiziario, finalizzato a ottenere la revoca della confisca.
La soluzione è arrivata anche grazie all’iniziativa dello stesso Canevali, che ha seguito personalmente parte della complessa procedura. Dopo aver esaminato gli atti, ha preparato l’istanza necessaria e si è recato in cancelleria al Tribunale di Brescia per portare avanti la pratica.
L’iter si è concluso positivamente e, ad agosto 2026, la lunga vicenda ha finalmente raggiunto una svolta. Una bisarca ha riportato la Range Rover a Zocco di Erbusco, consentendo al proprietario di riabbracciare quella che aveva acquistato come automobile dei suoi sogni e che aveva poi deciso di vendere per finanziare un progetto abitativo.
Restano ancora alcuni aspetti amministrativi da definire, in particolare quelli relativi alle targhe e alle spese sostenute durante i cinque anni di procedure e trasferimenti. Il risultato principale, tuttavia, è stato raggiunto: l’automobile è tornata al suo proprietario.
La vicenda ha rappresentato per Canevali una lunga prova di pazienza e determinazione. «La cosa più difficile è stata continuare a credere che fosse possibile», ha raccontato, ricordando le difficoltà incontrate nel dimostrare di essere la vittima della truffa e di avere diritto alla restituzione del proprio veicolo.
Dopo cinque anni, la Range Rover è quindi tornata a Erbusco, chiudendo una complessa vicenda iniziata con un assegno falso e proseguita attraverso procedimenti giudiziari e burocratici in Italia e Croazia.
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