Un nuovo episodio di truffa ai danni di una persona anziana è stato sventato a Castenedolo, nel Bresciano, grazie alla segnalazione della stessa vittima e al tempestivo intervento dei carabinieri. Al centro della vicenda c’è una donna di 70 anni, contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe presentato come un appartenente all’Arma.
La tecnica utilizzata è quella ormai conosciuta come truffa del finto carabiniere, nella quale il malvivente sfrutta il rapporto di fiducia associato alle forze dell’ordine per convincere la vittima a consegnare denaro o oggetti preziosi. In questo caso, il presunto militare avrebbe costruito una storia legata al marito della donna, sostenendo che la sua automobile fosse stata collegata a una serie di furti commessi ai danni di gioiellerie.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Brescia, il falso rappresentante delle forze dell’ordine avrebbe spiegato alla donna che sarebbe stato necessario verificare la provenienza di alcuni beni. Per rendere credibile la richiesta, le sarebbe stato comunicato che un incaricato del tribunale avrebbe raggiunto la sua abitazione per ritirare gioielli in oro e contanti.
La donna, inizialmente raggiunta dalla telefonata, ha però effettuato una segnalazione ai carabinieri. L’allarme ha permesso ai militari di organizzare rapidamente un intervento, predisponendo un servizio con personale della sezione operativa e della Stazione di San Zeno Naviglio.
L’arrivo del giovane e il recupero dei preziosi
Il piano predisposto dai carabinieri ha consentito di seguire da vicino la fase successiva della truffa. Poco dopo la segnalazione, infatti, presso l’abitazione della settantenne si è presentato un giovane che avrebbe assunto il ruolo dell’incaricato incaricato di raccogliere quanto richiesto telefonicamente.
La donna aveva preparato oro e denaro contante, che sono stati consegnati al ragazzo. A quel punto sono entrati in azione i militari, che hanno fermato il giovane mentre si stava allontanando dall’abitazione.
Gli accertamenti hanno permesso di identificarlo come un cittadino moldavo minorenne. Il giovane è stato quindi denunciato in stato di libertà con l’accusa di truffa.
Dopo il completamento delle formalità previste, il minorenne è stato riaffidato al fratello. La posizione del giovane resta comunque al vaglio dell’autorità giudiziaria, dal momento che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.
Accertamenti per individuare eventuali complici
L’attività investigativa dei carabinieri non si è conclusa con il fermo del giovane. Gli investigatori stanno infatti svolgendo ulteriori accertamenti per ricostruire l’intera dinamica dell’episodio e verificare se il minorenne abbia agito da solo oppure se fosse inserito in un gruppo più ampio.
Tra gli obiettivi dell’indagine c’è quindi anche l’identificazione di eventuali altri soggetti coinvolti nella truffa, a partire dalla persona che avrebbe effettuato la telefonata alla donna fingendosi carabiniere.
Il caso ripropone una modalità criminale basata soprattutto sulla manipolazione psicologica della vittima. L’autore della telefonata, secondo la ricostruzione fornita, avrebbe utilizzato il riferimento a un presunto procedimento giudiziario e a un coinvolgimento del marito in fatti illeciti per creare una situazione di urgenza e spingere la donna a consegnare i propri beni.
La segnalazione tempestiva della settantenne ha permesso invece alle forze dell’ordine di intervenire prima che il giovane potesse allontanarsi con quanto ricevuto.
La cautela resta fondamentale
Le truffe rivolte agli anziani possono assumere forme differenti, ma spesso fanno leva su paura, urgenza e autorevolezza dell’interlocutore. In questo episodio, il riferimento a carabinieri, tribunale e presunti accertamenti sulla provenienza dei gioielli avrebbe avuto proprio la funzione di rendere credibile la richiesta.
Il consiglio, di fronte a telefonate nelle quali vengono richiesti soldi, gioielli o altri beni con il pretesto di verifiche giudiziarie o interventi delle forze dell’ordine, è quello di interrompere il contatto e rivolgersi direttamente alle autorità attraverso i canali ufficiali.
Sul caso di Castenedolo proseguono intanto gli accertamenti per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e individuare gli eventuali responsabili ancora non identificati.
Il procedimento è attualmente alle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile di condanna.
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