C’è un angolo di Brescia, all’incrocio tra via Milano e piazza Garibaldi, dove la quotidianità ha il volto di Gabriella Locatelli, titolare dell’edicola numero 20, una delle attività storiche della città, fondata nel lontano 1935. Da quasi trent’anni, Gabriella apre ogni giorno il suo chiosco, diventato punto di riferimento per residenti, pendolari e passanti. Ma ora, questa piccola impresa rischia di spegnersi, schiacciata da scelte urbanistiche che la penalizzano gravemente.
Il campanello d’allarme è suonato martedì scorso, quando alcuni operai di Brescia Mobilità si sono presentati davanti all’edicola per prendere misure. «Mi hanno detto che dovevano realizzare parcheggi, e infatti li hanno fatti – racconta Gabriella – proprio lì dove si fermavano i miei fornitori. Nessuno mi ha avvisata, né l’amministrazione comunale né l’associazione commercianti. È una mancanza di rispetto».
I recenti lavori su via Milano avevano già causato un forte calo nell’attività, riducendo il passaggio pedonale e la visibilità dell’edicola. L’installazione dei parcheggi a pettine, con sosta a tempo limitato, ha ulteriormente aggravato la situazione: «Chi vuole prendere un giornale al volo non può più fermarsi, e con l’eliminazione della pista ciclabile i ciclisti passano sul marciapiede, aumentando il rischio di incidenti».
Gabriella si è anche dissociata dall’associazione commercianti, lamentando l’inefficacia dell’interlocuzione con il Comune: «Non hanno risolto nulla. Mi hanno scritto che “hanno ottenuto un ripristino parcheggi e aree carico-scarico”, ma quella per i miei fornitori è sparita. E dei ristori promessi, nessuna notizia. Pago 950 euro l’anno di suolo pubblico, ma se nessuno mi vede, a che serve restare aperta? Per vivere devo vendere giornali. Altrimenti chiudo».
Il malcontento non è solo suo: molti clienti giudicano la nuova sistemazione «assurda», ritenendo via Milano una strada di scorrimento che non può essere ostacolata da parcheggi mal posizionati. «La cosa che fa più male è che sembra non importi a nessuno se noi lavoriamo o no» aggiunge Gabriella, amareggiata ma ancora determinata a farsi sentire.
Non è escluso che nei prossimi giorni la titolare dell’edicola chieda un incontro diretto con l’assessore competente: «Nessuno si è degnato di parlarmi. Io lavoro dalle 4 del mattino, almeno una spiegazione la merito». Un appello accorato che va oltre il singolo caso, diventando simbolo del disagio di tanti piccoli commercianti, che ogni giorno lottano per mantenere viva una parte della città, tra sacrifici, dignità e spesso un silenzio istituzionale che pesa più di qualsiasi ostacolo materiale.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.