A Brescia la medicina estetica non conosce crisi. Dai filler al botox, passando per la chirurgia del naso e le nuove tecniche mini-invasive, l’interesse per il ritocco estetico è in crescita costante, spinto da tendenze social, ideali irraggiungibili e un mercato sempre più accessibile. I dati confermano il fenomeno: nel 2024 le procedure estetiche a livello globale sono aumentate del 42,5% rispetto al 2020, secondo l’ultimo rapporto della Società Internazionale di Chirurgia Plastica Estetica (ISAPS). Una tendenza che trova conferma anche nel territorio bresciano, dove cliniche e centri medici segnalano un incremento della domanda, soprattutto nel periodo post-pandemia.
Effetto Instagram e “filtro-realtà”: i ritocchi diventano normalità
Tra le cause principali di questo boom c’è l’influenza dei social network, che contribuiscono a fissare standard estetici sempre più artificiali, ma largamente desiderati, specialmente dai più giovani. Il confronto continuo con le immagini filtrate e modificate alimenta l’insicurezza e favorisce l’idea del “piccolo ritocco” come gesto di cura di sé, quasi al pari di una visita dal parrucchiere o una seduta in palestra.
A dominare la scena sono i trattamenti non invasivi: filler labbra, botox per distendere le rughe d’espressione, rinofiller, biostimolazione e trattamenti per ridefinire zigomi, mento e contorno occhi. La cosiddetta “punturina”, rapida, indolore e (apparentemente) senza effetti collaterali, è diventata la prima scelta di chi cerca un miglioramento estetico immediato e senza interventi chirurgici.
I numeri e i costi medi: quanto si spende per cambiare volto
Nel Bresciano, l’età media dei pazienti si è abbassata, con un aumento delle richieste tra i 20 e i 35 anni. I medici parlano di un target sempre più giovane, in particolare donne, ma non mancano gli uomini. Un filler labbra può costare dai 200 ai 350 euro, il botox per fronte e contorno occhi parte da 300 euro, mentre per una rinoplastica chirurgica si parte dai 3.500 euro in su.
A differenza del passato, il mercato si è ampliato anche grazie alla presenza di numerose offerte low cost, ma è proprio qui che si aprono le zone d’ombra del settore: interventi eseguiti da personale non specializzato, centri non autorizzati, materiali scadenti e assenza di controlli sanitari. Un fenomeno che desta crescente preoccupazione tra gli esperti.
Il punto dei professionisti: «Serve più consapevolezza»
Secondo molti specialisti del territorio, il vero problema non è l’aumento delle richieste, ma la mancanza di consapevolezza da parte dei pazienti. L’ideale estetico è sempre più distorto, e i ritocchi – spesso richiesti con superficialità – possono generare dipendenza psicologica o, nei casi peggiori, complicanze mediche.
«Il nostro compito è anche educativo», spiegano alcuni medici estetici bresciani, «dobbiamo saper dire dei no, quando serve, e guidare le persone verso un miglioramento armonico e realistico».
Anche le associazioni di categoria chiedono più controlli e una regolamentazione più rigida del settore, affinché i trattamenti estetici non diventino un terreno fertile per abusi e rischi sanitari.
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