Una vasta operazione della Guardia di Finanza di Padova ha portato all’arresto di cinque persone e all’indagine di altre dieci, con il sequestro di beni per 2,5 milioni di euro tra immobili e denaro contante. L’inchiesta riguarda un’organizzazione dedita a estorsioni e truffe ai danni di donne anziane, presente in diverse province italiane, tra cui Brescia, Padova, Treviso, Roma, Mantova e Lecce.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione, con base nel padovano ma operativa a livello nazionale, era costituita da italiani inseriti in una società di vendite “porta a porta” con sede nel veneziano. Altre imprese operanti nello stesso settore, situate in varie province, erano considerate compiacenti, trasferendo tra loro elenchi di potenziali vittime. Complessivamente, le persone colpite superano le 1.200.
L’attività criminosa era strutturata in modo da sfruttare la vulnerabilità delle vittime: donne ultra-sessantenni, spesso sole e con risorse economiche limitate. Sulla base di elenchi acquistati da altre società, una rete di agenti di vendita visitava sistematicamente le abitazioni, convincendo le anziane a sottoscrivere l’acquisto di prodotti per la casa di scarso valore ma venduti come articoli di alta qualità. Gli importi richiesti variavano dai 5.000 ai 7.000 euro, solitamente tramite finanziamenti. In diversi casi, i venditori si ripresentavano mesi dopo, obbligando le vittime a ordinare ulteriori prodotti e a rinegoziare i prestiti, aumentando così sia le rate sia la durata dei contratti.
Un caso eclatante riguarda una donna del padovano costretta in soli tre anni a quattro acquisti, tra cui un dispositivo per magnetoterapia, per un totale di 22.000 euro più 3.000 euro di interessi, con il finanziamento prolungato fino al 2030. In caso di rifiuto o opposizione, i truffatori minacciavano azioni legali.
I principali indagati hanno accumulato profitti enormi grazie a ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti e alle commissioni ricevute dalle società finanziarie per ogni finanziamento concesso, permettendo loro uno stile di vita sfarzoso, tra vacanze di lusso e auto di prestigio come Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche.
Le indagini sono partite osservando alcuni soggetti padovani che vivevano al di sopra delle loro possibilità e frequentavano locali esclusivi, mentre le loro clienti erano prevalentemente anziane. I finanzieri hanno inoltre sequestrato un ingente materiale documentale presente in diverse società implicate, utile a ricostruire l’intera rete dei contatti e dei trasferimenti di elenchi di vittime.
Le province coinvolte dalle truffe superano quota 60 in tutta Italia, tra cui Padova, Alessandria, Ancona, Arezzo, Bergamo, Bologna, Brescia, Como, Cremona, Cuneo, Firenze, Milano, Modena, Torino, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.
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