Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine ha portato al sequestro di beni per un valore vicino al milione di euro, coinvolgendo nove membri della stessa famiglia di origine sinti. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Brescia, rappresenta l’esito di un’indagine articolata che ha messo in luce presunte irregolarità patrimoniali e attività illecite protratte nel tempo.
Al centro dell’intervento vi è la marcata discrepanza tra i redditi ufficialmente dichiarati dagli indagati e il patrimonio effettivamente posseduto. Le autorità hanno quindi disposto il sequestro di diversi beni, tra cui immobili, terreni e ben 31 veicoli, per un valore complessivo stimato superiore ai 900mila euro. Tra questi figurano anche una proprietà immobiliare e un’area edificabile situate nel capoluogo, oltre a un ulteriore immobile a Travagliato.
Le indagini hanno ricostruito un presunto sistema illecito attivo dal 2014, attraverso il quale i nove familiari avrebbero tratto sostentamento economico. In particolare, l’attività si sarebbe concentrata su truffe legate alla compravendita di automobili. Il meccanismo prevedeva la manipolazione dei chilometri percorsi dai veicoli e la falsificazione dei documenti di circolazione, con l’obiettivo di rivendere le auto a prezzi più elevati rispetto al loro reale valore.
Secondo quanto emerso, il giro d’affari sarebbe stato gestito tramite sette ditte individuali riconducibili agli indagati, tutte operanti nel settore del commercio di autoveicoli. Le aziende, oltre a essere funzionali alle presunte truffe, sarebbero risultate inadempienti agli obblighi fiscali per diversi anni, aggravando ulteriormente la posizione dei soggetti coinvolti.
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