Brescia al centro della politica: governo e Coldiretti a confronto sul futuro dell’agricoltura

Meloni, Prandini, Tajani e Lollobrigida al Palaleonessa per l’assemblea «La forza amica del Paese»

Brescia torna per un giorno snodo centrale del dibattito politico ed economico nazionale con l’assemblea di Coldiretti “La forza amica del Paese”, ospitata al Palaleonessa. L’evento ha riunito istituzioni, rappresentanti del governo e vertici del mondo agricolo, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accolta dal presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, insieme al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, al vicepremier Antonio Tajani, al governatore lombardo Attilio Fontana e alla sindaca di Brescia Laura Castelletti.

L’incontro ha assunto fin da subito una forte connotazione politica, in un momento in cui il settore primario chiede all’Unione europea un cambio di passo sulle politiche economiche, industriali e di sostegno alle imprese.

Nel suo intervento, la premier Giorgia Meloni ha ribadito la centralità dell’agricoltura nell’agenda del governo, sottolineando come il tema della sicurezza alimentare sia diventato sempre più strategico nello scenario internazionale. Secondo la presidente del Consiglio, la produzione agricola di qualità rappresenta una forma di sovranità nazionale essenziale per garantire autonomia e libertà ai Paesi.

Meloni ha richiamato le tensioni geopolitiche e le crisi delle catene di approvvigionamento, evidenziando come questi fattori abbiano riportato il tema del cibo e della sua disponibilità al centro delle priorità politiche. La sovranità alimentare, ha spiegato, sarebbe ormai un pilastro dell’azione dell’esecutivo.

Sul fronte delle organizzazioni agricole, Ettore Prandini ha lanciato un appello alle istituzioni italiane ed europee chiedendo regole più snelle e un maggiore sostegno alla competitività del settore. Il presidente di Coldiretti ha criticato la frammentazione delle politiche comunitarie, sottolineando la necessità di una strategia più uniforme per favorire la crescita economica del continente.

Prandini ha inoltre respinto le ipotesi di una sua possibile candidatura politica futura, ribadendo la volontà di proseguire il proprio impegno alla guida dell’organizzazione agricola fino al 2028.

Dal palco del Palaleonessa è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha rivendicato i risultati dell’export italiano, in particolare nel comparto agroalimentare. Il Made in Italy, ha affermato, continua a crescere sui mercati internazionali nonostante le tensioni geopolitiche e le difficoltà legate ai dazi commerciali.

Tajani ha inoltre affrontato il tema della crisi energetica e delle sue ricadute sul sistema produttivo, richiamando la necessità di escludere le spese straordinarie dal Patto di stabilità europeo. Il ministro ha poi evidenziato il ruolo dell’Italia nel promuovere iniziative di cooperazione internazionale legate alla sicurezza alimentare e allo sviluppo agricolo nei Paesi del Mediterraneo e dell’Africa.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha invece posto l’accento sulla necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di sostenere le imprese agricole, chiedendo un sistema più efficiente e meno burocratico. Secondo Lollobrigida, il settore primario deve tornare al centro delle politiche europee come elemento chiave per la crescita economica e la stabilità sociale.

Nel suo intervento, il ministro ha richiamato anche il ruolo storico dell’agricoltura nella costruzione del progetto europeo, sottolineando come gli agricoltori rappresentino ancora oggi un presidio fondamentale per il territorio e per la sicurezza alimentare.

Sul fronte europeo è intervenuto anche l’eurodeputato Carlo Fidanza, che ha posto l’attenzione sulla necessità di garantire una politica agricola comune adeguatamente finanziata e capace di tutelare la competitività delle imprese italiane ed europee. Tra i temi citati anche le nuove tecnologie per l’agricoltura e la necessità di rafforzare i controlli sulle importazioni extra Ue.

Il confronto di Brescia ha evidenziato una linea comune tra governo e mondo agricolo: la richiesta di maggiore protezione del settore primario e di una revisione delle politiche europee considerate troppo rigide e burocratiche.

L’assemblea di Coldiretti si conferma così non solo un appuntamento di categoria, ma un momento di confronto politico su temi centrali come sicurezza alimentare, energia, competitività e futuro dell’Europa.

Redazione

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