Dormire in una fattoria immersa nei vigneti, raccogliere piccoli frutti ai piedi dell’Adamello, curare un orto vista Garda o imparare a produrre formaggi tradizionali in Valsabbia. In provincia di Brescia si sta diffondendo sempre di più il fenomeno del wwoofing, una forma di turismo sostenibile che permette di vivere esperienze a contatto con la natura senza sostenere i costi di soggiorno.
Il termine nasce dall’acronimo “World Wide Opportunities on Organic Farms”, la rete internazionale che collega aziende agricole biologiche e volontari provenienti da tutto il mondo. Il principio è semplice: alcune ore al giorno dedicate ad attività agricole o alla gestione della fattoria in cambio di vitto, alloggio e condivisione della vita rurale.
Negli ultimi anni questa modalità di viaggio ha conquistato soprattutto giovani, famiglie e turisti alla ricerca di esperienze autentiche lontane dai tradizionali circuiti turistici. Anche il territorio bresciano sta diventando una delle mete preferite dai cosiddetti “woofers”, grazie alla varietà dei suoi paesaggi e alla presenza di numerose aziende agricole biologiche.
Dalla Valle Camonica al lago di Garda, passando per la Valsabbia e le aree montane dell’Adamello, le opportunità sono sempre più numerose. Le strutture aderenti offrono attività molto diverse tra loro: dalla raccolta stagionale di frutta e ortaggi alla cura degli animali, fino alla produzione di formaggi, miele e vino.
Tra le esperienze più richieste ci sono quelle legate alla montagna e ai ritmi della campagna. In alcune aziende della Valle Camonica i volontari possono vivere immersi nella quiete alpina, partecipando alla coltivazione biologica e alla manutenzione degli orti. Nelle zone vicine al Parco dell’Adamello, invece, non mancano le attività dedicate alla raccolta di mirtilli e piccoli frutti, spesso accompagnate da escursioni naturalistiche e momenti di condivisione.
Sul lago di Garda cresce invece il numero di fattorie e agriturismi che propongono soggiorni tra uliveti e vigneti vista lago. Qui il wwoofing si intreccia spesso con il turismo enogastronomico, permettendo ai partecipanti di conoscere da vicino la produzione locale di olio, vino e prodotti tipici del territorio.
Anche la Valsabbia si conferma una delle aree più attive nel settore. Diverse aziende agricole della valle accolgono volontari interessati ad apprendere tecniche tradizionali legate all’allevamento e alla lavorazione del latte. Tra le attività più apprezzate c’è la produzione artigianale di formaggi, che consente ai visitatori di sperimentare in prima persona antichi saperi rurali.
Il wwoofing non viene considerato un rapporto di lavoro tradizionale, ma un’esperienza di scambio culturale e umano. Generalmente i volontari dedicano alcune ore al giorno alle attività concordate con l’azienda ospitante, mentre il resto del tempo può essere utilizzato per esplorare il territorio, partecipare alla vita della fattoria o semplicemente rilassarsi nella natura.
La formula, nata negli anni Settanta nel Regno Unito, è oggi presente in oltre 130 Paesi e continua a crescere anche in Italia. La provincia di Brescia, grazie alla combinazione tra laghi, montagne e campagne, rappresenta uno dei territori più adatti a questo tipo di turismo lento e sostenibile.
Per partecipare è necessario iscriversi alla piattaforma ufficiale del network Wwoof, attraverso cui è possibile consultare le aziende aderenti, leggere le descrizioni delle attività proposte e contattare direttamente le strutture disponibili ad accogliere volontari.
L’interesse crescente verso il wwoofing riflette una nuova idea di vacanza, basata sulla sostenibilità, sul contatto diretto con il territorio e sulla possibilità di vivere esperienze genuine lontano dal turismo di massa.
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