A dieci anni dal crollo della torre panoramica del parco acquatico Le Vele di San Gervasio, il procedimento penale si conclude con l’assoluzione di tutti gli imputati. Il giudice Mauroernesto Macca ha stabilito che «il fatto non sussiste», ponendo fine a una lunga vicenda giudiziaria che non ha individuato responsabilità penali per il cedimento della struttura, collassata nel pomeriggio dell’8 agosto 2016.
La decisione arriva dopo il proscioglimento, avvenuto già in udienza preliminare, della progettista Roberta Cremaschini, successivamente risultata estranea anche nell’ambito del procedimento civile promosso nei suoi confronti. Con la sentenza odierna sono stati assolti anche Mauro Mancini, Ezio Stagnoli e Fabio Merici, ultimi tre imputati rimasti a processo.
Nel corso dell’ultima udienza, il pubblico ministero Caty Bressanelli aveva già chiesto l’assoluzione per tutti e tre gli imputati, ritenendo che gli elementi raccolti nel dibattimento non fossero sufficienti a dimostrare responsabilità dirette nel crollo della torre.
Le difese hanno ribadito una linea comune, evidenziando come il procedimento presentasse aspetti ritenuti anomali. In particolare, gli avvocati hanno sottolineato che la progettista degli interventi più recenti sulla struttura, realizzati nel 2010 e nel 2012, fosse stata prosciolta già nella fase preliminare, mentre il processo fosse proseguito esclusivamente nei confronti dei professionisti coinvolti nella progettazione e nei lavori effettuati nel 2007.
L’avvocato Andrea Cavaliere, che ha assistito Fabio Merici insieme alla collega Simonetta Geroldi, ha espresso una dura critica nei confronti dell’intero iter processuale, definendolo «il segno del fallimento del sistema giustizia», sostenendo che il dibattimento non avrebbe dovuto proseguire nelle modalità con cui si è sviluppato.
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