Un bottino relativamente modesto a fronte di danni ingenti: è il bilancio del furto messo a segno nella notte nella tabaccheria di via Guglielmo Marconi, nella frazione Renzana di Agnosine. Per raggiungere il negozio, i responsabili hanno seguito un percorso insolito, arrivando persino a demolire una parete interna pur di introdursi nei locali.
Secondo la ricostruzione dell’accaduto, i malviventi sarebbero entrati inizialmente in un appartamento disabitato situato al primo piano dell’edificio. Da qui hanno raggiunto una porta che dava accesso a una vecchia scala, utilizzata in passato per collegare direttamente l’abitazione con il piano inferiore.
Dopo aver forzato la porta, i ladri si sono trovati di fronte a un muro costruito successivamente per separare i due ambienti. L’ostacolo non li ha fermati: lo hanno abbattuto, aprendosi un passaggio che conduceva direttamente all’interno della tabaccheria.
Una volta entrati nel negozio, si sono impossessati del registratore di cassa, che conteneva alcune centinaia di euro, e di alcune stecche di sigarette. La quantità della refurtiva appare limitata rispetto al lavoro necessario per raggiungerla e ai danni provocati alla struttura.
I rumori nella notte e l’ipotesi dell’interruzione del colpo
Un possibile elemento utile a ricostruire la dinamica arriva dalle testimonianze raccolte dai Carabinieri. Un residente avrebbe riferito ai militari della Stazione di Sabbio Chiese, impegnati nelle indagini, di aver udito alcuni rumori durante la notte. In quel momento, tuttavia, non avrebbe ritenuto che potessero essere collegati a un furto.
Non si esclude che l’incursione possa essere stata interrotta prima del previsto dopo l’accensione di una luce in un appartamento vicino. Una circostanza che potrebbe spiegare perché i responsabili si siano allontanati senza riuscire a portare via una quantità maggiore di merce.
Le telecamere al vaglio degli investigatori
Le indagini sono ora concentrate sull’identificazione dei responsabili e sulla ricostruzione dei loro movimenti prima e dopo l’irruzione. Tra gli elementi potenzialmente decisivi ci sono le registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.
Gli investigatori avrebbero già acquisito alcune immagini nelle quali comparirebbero movimenti insoliti di automobili nelle ore in cui è stato commesso il furto. Resta da verificare se i veicoli ripresi siano effettivamente collegati all’episodio e possano contribuire a individuare chi ha preso parte all’incursione.
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