Il Pesce siluro è ormai una presenza comune nel Lago di Garda, e pescatori come Michele Meritano, con oltre 50 anni di esperienza, testimoniano il suo proliferare nelle acque del lago. Questo pesce, che può pesare fino a quattro chili, è diventato una minaccia per l’ecosistema locale, ma finora non sono stati presi seri interventi per ridurne la presenza.
Filippo Gavazzoni, vice presidente della Comunità del Garda, spiega che il siluro è una specie alloctona invasiva. La sua prima comparsa ufficiale nel Benaco risale al 1988, quando alcuni esemplari furono catturati a Peschiera nelle reti per le anguille. E’ noto per la sua resistenza, potendo sopravvivere in acque con bassa concentrazione di ossigeno e inquinate. Questa capacità di adattamento lo rende un predatore dominante, mettendo a rischio altre specie ittiche native.
Il Siluro è un predatore vorace che si nutre di qualsiasi specie ittica si trovi nel suo raggio d’azione. La sua grande bocca, priva di denti, gli permette di aspirare la preda con facilità. Sebbene non rappresenti una minaccia per gli esseri umani, le sue dimensioni imponenti possono destare apprensione quando ci si trova in acqua.
L’origine nel Lago di Garda rimane avvolta nel mistero. Gavazzoni esclude la possibilità che sia giunto dal fiume Mincio, in quanto la diga di Salionze ha impedito la risalita di specie dal 1960. È più probabile che sia stato introdotto volontariamente da appassionati, desiderosi di sperimentare la cattura di questo “mostro” nel lago piuttosto che nei fiumi anonimi.
La proliferazione nel Lago di Garda richiede azioni immediate. Maurizio Scarmigliati, presidente dell’Unione Pescatori Sportivi del Garda, suggerisce un approccio collaborativo tra le regioni circostanti il lago. Questo potrebbe coinvolgere l’acquisto di reti con maglie più grandi da destinare alle associazioni di pesca per catturare il Siluro, con incentivi finanziari per i pescatori che si dedicano alla sua cattura.
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