Allarme a Cazzago San Martino: ordinanza contro le esche avvelenate

Nella frazione di Calino, a Cazzago San Martino, sono stati ritrovati numerosi gatti selvatici morti a causa di esche avvelenate

In risposta a una serie di eventi verificatisi nella frazione di Calino, Cazzago San Martino, dove sono stati ritrovati numerosi gatti selvatici morti a causa di esche avvelenate, il sindaco Fabrizio Scuri ha preso misure immediate per contrastare questa pericolosa minaccia. Un’ordinanza è stata emessa con urgenza per salvaguardare la salute pubblica, degli animali e dell’ambiente, rimanendo in vigore per i prossimi 120 giorni. Questa decisione segue la scoperta di bocconi letali e la segnalazione di animali deceduti sotto sospette circostanze tossiche.

Il centro di questa crisi si trova vicino a via Pietro Da Marone, nella località di Calino, dove il sindaco impone ora restrizioni severe per la sicurezza degli animali domestici. È stato vietato ai cani e ai gatti di vagare liberamente senza guinzaglio o senza essere accompagnati dai loro proprietari nelle immediate vicinanze del luogo dei ritrovamenti. Si raccomanda anche l’uso di museruole per una maggiore sicurezza.

Per affrontare la situazione con la massima efficienza, l’ordinanza richiede la collaborazione dei cittadini. In caso di ritrovamento di esche avvelenate o di animali deceduti che si sospetta siano stati avvelenati, è fondamentale avvisare immediatamente il Comune, il distretto veterinario competente o la stazione locale dei carabinieri. Questa misura critica mira a prevenire ulteriori perdite e a identificare i responsabili di questi atti crudeli.

Inoltre, per aumentare la consapevolezza e prevenire ulteriori incidenti, verranno installati cartelli e distribuiti avvisi di pericolo in tutta la zona interessata. Questi sforzi di comunicazione sono essenziali fino a che non saranno completati i controlli e le necessarie bonifiche dell’area. L’amministrazione comunale ha anche annunciato che si svolgeranno sopralluoghi e operazioni di bonifica in aree specifiche, in particolare dove si trovano edifici abbandonati, in collaborazione con le Guardie Ecologiche Volontarie (Gev) e personale specializzato.

Redazione

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