Secondo i dati di Banca d’Italia , elaborati dal Centro studi di Confindustria Brescia , si evidenzia un trend di lieve crescita nei risparmi dei bresciani , ma una presentata della richiesta di prestiti da parte delle famiglie. Questi dati, aggiornati al 30 settembre 2024, offrono una fotografia contrastante dell’economia locale, tra difficoltà di accesso al credito e una cauta ripresa del risparmio.
Prestiti in calo, ma aumentare le sofferenze
Il totale dei prestiti concessi alle famiglie bresciane (escluse le sofferenze) si è attestato a 13,162 miliardi di euro , con una flessione dello 0,7% rispetto ai 13,25 miliardi registrati nello stesso periodo del 2023 Questo calo è in controtendenza rispetto alla media lombarda, che segna una lieve crescita dello 0,1% , mentre a livello nazionale si registra una contrazione dello 0,2% .
Parallelamente, aumenta le sofferenze bancarie . Il tasso annualizzato di deterioramento dei prestiti è passato dallo 0,5% del 2023 allo 0,8% del 2024 , segnando la prima risalita in dieci anni. Nonostante ciò, la situazione attuale è lontana dai livelli di criticità registrati nel 2015, quando il tasso di deterioramento sfiorava il 2% .
Un bresciano su sei è indebitato
Anche di fronte alla flessione dei prestiti bancari, la domanda di denaro non si arresta. Secondo un rapporto Istat relativo al 2023, circa 200mila bresciani , pari a un abitante su sei , hanno chiesto somme di denaro a banche, istituti finanziari, famigliari o conoscenti. In particolare, il 23,1% degli italiani tra i 18 ei 74 anni ha fatto ricorso a qualche forma di prestito per affrontare difficoltà economiche o mancanza di liquidità .
La famiglia si conferma il primo destinatario delle richieste di aiuto economico, con 5,5 milioni di italiani che si sono rivolti ai propri parenti. Altri 3 milioni hanno chiesto prestiti alle banche, 2 milioni si sono affidati a società finanziarie e oltre 700mila si sono rivolti a vicini di casa o amici. In particolare, le persone in cerca di occupazione rappresentano la categoria che più spesso si rivolge a più soggetti contemporaneamente per ottenere aiuti.
Risparmi in lieve risalita
Sul fronte dei risparmi, al 30 settembre 2024 la provincia di Brescia registra un totale di 26.888 miliardi di euro in depositi bancari e risparmi postali delle famiglie. Questo dato segna un incremento di 184 milioni rispetto al trimestre precedente e di 44 milioni su base annua. Tuttavia, rimane un divario di 1,5 miliardi rispetto ai livelli del 2022, quando i risparmi ammontavano a 28,404 miliardi , complice l’impatto del riacquisto.
A livello regionale, Brescia si conferma seconda provincia lombarda per ricchezza accumulata , con un distacco considerevole rispetto a Milano (87,567 miliardi), ma davanti a Bergamo (22,829 miliardi) e Monza e Brianza (20,3 miliardi). Su base percentuale, la crescita annua dei risparmi bresciani (+0,2%) è migliore della media nazionale (+0,1%) e lombarda, che invece registra una flessione dello 0,7% , penalizzata dai cali significativi di Pavia ( -2,6%) e Lodi (-1,5%).
Un’economia in equilibrio precario
I dati evidenziano un quadro economico complesso per la provincia di Brescia, in cui i risparmi faticano a recuperare i livelli pre-contrarre e la domanda di credito cala , mentre aumentano le difficoltà di onorare i prestiti già contratti. Tuttavia, il risparmio accumulato dai bresciani e la resilienza dimostrata dal territorio continuano a rappresentare un punto di forza per la comunità locale.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.