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Regione Lombardia: il taglio ai sussidi per i disabili scatena le proteste delle Associazioni

L'indignazione cresce mentre Regione Lombardia riduce i sostegni per le persone con disabilità grave, ma le associazioni non si arrendono

La Giunta di Regione Lombardia ha recentemente approvato all’unanimità una decisione che ha scatenato l’indignazione di numerose associazioni, tra cui Aisla, Ledha e Uniti per l’autismo. Il provvedimento in questione riguarda il taglio dei sussidi destinati alle persone con disabilità grave e gravissima, finanziati tramite il Fondo nazionale per la non autosufficienza (FNA) e risorse regionali. Queste misure erano storicamente finalizzate a fornire un contributo mensile per supportare l’assistenza fornita dai caregiver familiari, ma ora sono state drasticamente ridotte.

Secondo l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica (Aisla), questa decisione avrà un impatto negativo su più di 7.000 famiglie già duramente colpite dalla malattia, di cui circa 1.000 affette da SLA (sclerosi laterale amiotrofica). Aisla ha sollevato ripetutamente le sue preoccupazioni riguardo all’assistenza diretta e indiretta fornita dal FNA, sottolineando gli effetti dannosi di questo drastico taglio.

Curiosamente, l’assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale, Elena Lucchini, ha preso questa decisione senza coinvolgere l’Associazione nella discussione, deliberando il provvedimento con DGR 1669 il 28 dicembre, nonostante le preoccupazioni espresse da Aisla.

La Protesta delle Associazioni

L’indignazione suscitata da questo taglio ai sussidi ha portato diverse associazioni a mobilitarsi in una protesta congiunta. La Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) ha lanciato un appello al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, chiedendo una risposta tempestiva e positiva. L’obiettivo è mettere Regione Lombardia nella posizione di ritirare questa decisione e garantire almeno la continuità degli interventi già in corso a beneficio delle persone con disabilità grave e gravissima e delle loro famiglie.

Per il comitato Uniti per l’autismo, questa delibera rappresenta un duro colpo per le famiglie coinvolte, in particolare per quelle con membri affetti da autismo. La mancanza di servizi adeguati ha spinto molte famiglie a rivolgersi a costosi progetti di assistenza privata, in parte sostenuti proprio da questi sussidi. La proposta di utilizzare voucher come alternativa non sembra adeguata, considerando le sfide che gli enti gestori affrontano nel reclutamento di personale educativo qualificato.

I Tagli Previsti in Lombardia

Secondo le stime fornite dall’Associazione Aisla, in Lombardia vivono circa 11.000 persone con gravi disabilità. A partire dal 2024, circa 3.000 di questi individui, che ricevono assistenza esclusivamente dai caregiver familiari, vedranno una riduzione del loro sussidio mensile da 650 a 400 euro. Allo stesso modo, più di 250 persone che dipendono da macchinari vitali, come quelle in coma, in stato vegetativo o con tracheotomia, vedranno il loro contributo mensile ridotto da 900 a 700 euro. Inoltre, i ragazzi disabili che frequentano la scuola e le persone con spettro autistico subiranno una riduzione del loro sussidio da 750 a 400 euro al mese.

Tuttavia, gli importi rimangono pressoché invariati per coloro che possono permettersi di assumere un assistente familiare, circa 3.600 famiglie. Curiosamente, l’eccezione negativa è rappresentata dalle poco più di cento persone con una dipendenza vitale, come quelle con SLA, le quali vedranno il loro contributo mensile ridotto da 1.300 a 1.200 euro se assistite da un professionista regolarmente assunto.

Conclusione: Impatti Economici e Aumento delle Spese

Questi tagli finanziari vanno in netto contrasto con l’aumento delle spese già registrato per assistenti e badanti, con costi mensili che hanno raggiunto fino a 122,59 euro. Inoltre, l’INPS ha previsto un aumento dell’8,1% nei contributi previdenziali per i lavoratori domestici, rendendo la situazione finanziaria delle famiglie ancora più difficile.

In questo contesto, le associazioni continuano a lottare per proteggere i diritti delle persone con disabilità grave e gravissima, sperando che il governo possa riconsiderare questa decisione e garantire un adeguato supporto alle famiglie colpite.

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