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Il cambiamento climatico minaccia il Coregone-Lavarello nel Lago di Garda

L'aumento delle temperature e le misure di protezione: facciamo il quadro completo della complessa situazione

Il divieto di pesca del coregone-lavarello, una specie di pesce cruciale per il Lago di Garda, è stato esteso fino al 31 gennaio a causa dell’innalzamento della temperatura dell’acqua. Questa decisione è stata presa dalle autorità regionali del Veneto e della Lombardia, attraverso la delibera di Giunta regionale 1646 del 22 dicembre 2023 e il decreto 20444/2023, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, che seguirà la stessa linea.

Il provvedimento approvato dal Veneto riguarda anche il miglioramento della pesca di altre specie, come il carpione e l’alborella. Per queste ultime, è stato confermato un divieto assoluto di pesca. Tuttavia, per quanto riguarda il coregone-lavarello, il fermo pesca è stato spostato dal 15 novembre al 31 gennaio, anziché al 15 gennaio come in passato. Negli anni precedenti, si erano verificati slittamenti temporali simili, come una settimana nel 2021 e cinque giorni l’anno scorso.

La ragione di questo slittamento è legata al cambiamento climatico. L’aumento della temperatura dell’acqua del Lago di Garda, che ora raggiunge i 10 gradi, ha causato un ritardo nella riproduzione del coregone-lavarello. Questo pesce, fondamentale per l’industria ittica del Garda, di solito si riproduce in inverno quando la temperatura dell’acqua è attorno ai sette gradi. Tuttavia, le temperature attuali rendono difficile la riproduzione naturale.

Oltre a questa sfida, c’è anche il divieto di ripopolare il coregone-lavarello in modo artificiale, poiché è una specie non autoctona introdotta nel Lago di Garda nei primi anni del Novecento. La delibera del Veneto prevede che il piano di miglioramento della pesca rimanga in vigore fino al 2026, con l’obiettivo di garantire la riproduzione naturale del pesce, ritenuta molto più efficace di quella artificiale.

Filippo Gavazzoni, assessore di Peschiera e vicepresidente della Comunità del Garda, ha dichiarato che il cambiamento climatico e la gestione delle risorse acquatiche del lago sono sfide importanti. Sta cercando di coinvolgere i tre assessori delegati in materia di pesca, Cristiano Corazzari per il Veneto, Alessandro Beduschi per la Lombardia e Giulia Zanotelli per la Provincia autonoma di Trento, in un incontro congiunto per discutere soluzioni.

La gestione dei livelli dell’acqua nel lago è un altro problema rilevante, soprattutto alla luce delle recenti fluttuazioni. Gavazzoni ha proposto una revisione della tabella di regolazione datata 1965, tenendo conto del cambiamento climatico e della necessità di adattarsi a esso. Questo lavoro richiede l’input degli ingegneri idraulici e potrebbe essere una parte cruciale della protezione dell’ecosistema del Lago di Garda.

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