Sicurezza in montagna: aumento preoccupante dei morti in provincia di Brescia

I dati sono stati forniti dal Soccorso Alpino di Brescia: ventuno i morti lo scorso anno contro i sei dell'anno precedente

L’anno scorso ha visto un drammatico aumento degli incidenti in montagna e delle vittime nel Bresciano, con un totale di 21 morti rispetto ai 6 dell’anno precedente. I dati del soccorso alpino svelano una realtà preoccupante e chiamano all’attenzione su comportamenti imprudenti che potrebbero essere evitati.

Una crescita allarmante

Il 2023 è stato un anno particolarmente tragico per chi ama la montagna. Le statistiche del soccorso alpino mostrano un aumento impressionante del numero di incidenti e delle vittime. Nel corso dell’anno, sono stati effettuati ben 261 interventi nel Bresciano, principalmente a causa di cadute, scivolate e malori.

Il resoconto annuale della V delegazione bresciana del Cnsas (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) rivela che ben 21 persone hanno perso la vita nelle montagne della provincia. Questo rappresenta un triplo aumento rispetto all’anno precedente, quando si erano registrate solo 6 vittime. Inoltre, il bilancio di quest’anno supera anche quello degli anni precedenti, con 12 vittime nel 2021 e 16 nel 2020.

Incidenti evitabili e lavoro immenso per i soccorritori

Un altro dato allarmante è rappresentato dagli interventi che avrebbero potuto essere evitati con una maggiore cautela. Nel complesso, 20 persone sono state soccorse a causa di perdita dell’orientamento, 17 per incapacità, 5 per ritardo e una per sfinimento. Situazioni che, secondo il Cnsas, potrebbero essere in gran parte prevenute con un approccio più attento alle escursioni in montagna.

I soccorritori del Cnsas hanno lavorato instancabilmente per garantire la sicurezza degli escursionisti. Nel corso dell’anno, sono stati attivati 1117 interventi, durante i quali hanno dedicato ben 5401 ore. Questo sforzo collettivo ha coinvolto anche medici e infermieri del Cnsas, che hanno messo a disposizione le loro competenze per salvare vite umane.

Le zone e le attività più coinvolte

Tra le stazioni del soccorso alpino in provincia di Brescia, Breno ha registrato il maggior numero di interventi, con un totale di 73. Subito dopo si trovano Val Sabbia con 64 interventi e Val Trompia con 40. Altri centri importanti includono Ponte di Legno con 37 uscite, Edolo con 29, Media Valle Camonica con 7 e Temù con 11.

Esaminando le attività coinvolte negli incidenti, emerge che l’escursionismo è in cima alla lista, con 108 persone soccorse (pari al 6,3% dei casi). Altri incidenti riguardano il mountain-bike (20 casi, 1,2%), auto e moto (11 casi), lavoro (10 casi), alpinismo (9 casi), residenza in alpeggi (9 casi), ferrate (8 casi), ricerca di funghi (6 casi), sci alpinismo (6 casi), caccia (4 casi), arrampicata sportiva (2 casi) e turismo (2 casi).

Redazione

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