Un fatto sorprendente è emerso nella notte tra sabato e domenica a Albano Sant’Alessandro, nella provincia di Bergamo, in Lombardia. Un autovelox, situato lungo la Strada statale 42 in direzione Lovere, lago d’Iseo, è stato distrutto con una precisione impressionante. Il modus operandi utilizzato per abbattere il dispositivo di rilevazione della velocità è stato un taglio netto alla base del palo in metallo che lo sosteneva, probabilmente con l’ausilio di un flessibile.
La notizia di questo atto di vandalismo ha fatto rapidamente il giro dei social media, confermando quanto accaduto. Tuttavia, ciò che ha attirato l’attenzione è la somiglianza con gli attacchi noti come “bravate dell’ignoto killer di autovelox” che si sono verificati nel Veneto e che hanno ispirato emulazioni in altre regioni italiane.
In effetti, questo episodio a Albano Sant’Alessandro sembra essere il secondo caso simile in Lombardia nelle ultime settimane, dopo un analogo incidente avvenuto nel Cremonese. La crescita di queste azioni dimostra un allarmante trend di distruttive azioni contro autovelox. Negli ultimi tempi, sono stati presi di mira una decina di autovelox, con otto di essi situati in Veneto e uno in Piemonte. Il responsabile di tali attacchi, noto come “Fleximen,” o coloro che lo imitano, stanno mettendo a dura prova le autorità competenti. Le indagini sono in corso per scoprire l’identità e le motivazioni di coloro che stanno dietro a queste azioni, ma finora il mistero rimane irrisolto.
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